I bambini del Lazio ipnotizzati davanti alla tv

Due ore al giorno di televisione, la media nazionale è di un’ora e 36

Ipnotizzati dai raggi gamma della televisione o semplicemente più curiosi degli altri?. Questione di punti di vista. Sta di fatto che i bambini del Lazio in quanto a ore davanti alla tv sarebbero superati solo dai pugliesi. Secondo un’indagine della Swg passano due ore al giorno col telecomando in mano contro una media nazionale di un ora e 36 minuti. La fascia d’età - protetta- va dai sei agli 11 anni.
E siccome il problema è sempre quello dei «bambini che leggono poco e soprattutto non praticano lo sport» parte oggi dall’istituto Caterina Usai (quartiere Talenti) l’ennesima campagna informativa sul corretto uso della televisione «Tv per tutti» realizzata dal Movimento italiano genitori (Moige) con il contributo del ministero della Solidarietà sociale. La campagna, figlia del decennale impegno del Moige per una tv più rispettosa dei minori, ha un duplice obiettivo. Da una parte educare i bimbi a un uso moderato e responsabile della tv, dall’altra trasmettere a genitori e docenti le informazioni necessarie per guidare i piccoli telespettatori nelle scelte prevenendo visioni inopportune». «Spesso della tv si fa cattivo uso - dice Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige - questo provoca danni fisici ed emotivi ai minori. Intanto troppa tv, e dunque sedentarietà favorisce il sovrappeso. Emotivamente, poi, è confermato che immagini o situazioni inadatte ai minori possono turbarli, rendere difficile il sonno, oppure offrire modelli diseducativi, vanificando gli sforzi dei genitori».
Qualche dato, Secondo Eurispes il 61 per cento dei bimbi prova fastidio nel vedere immagini di guerra o morte nei telegiornali e altrettanti si sentono imbarazzati davanti a scene di nudo o sesso. Fastidio viene anche dalle parolacce (52 per cento), da scene di violenza in film/telefilm (50,5 per cento) o da persone che parlano di fatti intimi nei programmi televisivi (48,6).
L’ambizioso obiettivo finale? Destinare alla televisione un’ora al giorno, due nel fine settimana. La scelta dei programmi, poi, dovrà sempre essere monitorata dagli adulti in modo «attento e informato». Difficile, soprattutto per i grandi che in quanto a gusti - comanda l’Auditel del resto - devono ancora crescere.