I bambini ricordano Luzzati: «La tua fiaba resterà con noi»

«Ma lo sai che è morto Lele?». Si stringe alla nonna, il piccolo Araike, quasi a cercare conferma e conforto nell'adulto mentre varca l'ingresso del museo Luzzati a Porta Siberia. Ieri mattina, Araike è stato il primo ad apporre una dedica dolcissima sul libro «bianco» che i responsabili del museo intitolato al grande scenografo scomparso venerdì sera a 85 anni, hanno messo a disposizione del pubblico per ricordare Emanuele, anzi Lele, Luzzati.
Un cuore e un uccellino che vola, da parte del piccolo estimatore, e tantissime dediche, pensieri, frasi affettuose sono comparse via via sempre più numerose nel corso della giornata. «Sono cresciuta con Alì Babà e i 40 ladroni», scrive Sara. «Grazie per tutto quello che ci lasci», le fa eco Vittoria. «Qui fuori, davanti al tuo museo, abbiamo ricordato la tua amorevole gentilezza», confessa Beppe. «Hanno scritto: la fiaba è finita, ma non è vero. La tua favola resterà dentro di noi insieme alla luce che ci hai dato», Adriana. Il libro con tutte le dediche verrà consegnato nei prossimi giorni ai famigliari di Luzzati. Nel museo permanente di porta Siberia i telefoni squillano in continuazione. «Sì oggi siamo aperti tutto il giorno, anche se la mostra sulla lirica del'900 è stata disallestita domenica scorsa», rispondono con garbo i responsabili del museo visibilmente emozionati. È un giorno triste per tutti, soprattutto per chi con Lele aveva lavorato fianco a fianco fino a pochi giorni prima. Per Sergio Noberini, direttore della struttura che porta il nome di Luzzati, l'insigne scenografo, pittore, illustratore di fiabe, «se ne è andato con la serenità discreta che tutti gli riconoscevano». Da Flavio ad Anna Costantini, amici e colleghi, registi e allievi hanno deciso di dedicare a Lele un volume - memoria con tutte le testimonianze di chi ha collaborato e lavorato insieme a lui. Proprio ieri Luzzati avrebbe dovuto ricevere il riconoscimento del «Grifo d'oro» dal sindaco di Genova, Giuseppe Pericu. Ma la famiglia dell'artista ha chiesto di rinviare la cerimonia della consegna di qualche settimana. «È nostro intendimento - ha affermato comunque Pericu nel corso della commemorazione funebre che si è tenuta ieri pomeriggio a Palazzo Ducale nella sala del Maggior Consiglio alla presenza del prefetto Giuseppe Romano, del questore Salvatore Presenti, degli assessori Luca Borzani e Fabio Morchio, del presidente della Provincia Alessandro Repetto e del ministro dell'Università e Ricerca Fabio Mussi - dedicare un pomeriggio di studio a questo artista straordinario conferendogli in quell'occasione il riconoscimento». Toccante il ricordo di Luzzati da parte del giornalista Raffaele Niri di Repubblica che lo aveva intervistato pochi giorni prima della sua morte nella casa di via Caffaro. «Mi aveva raccontato le parole che avrebbe rivolto ai bambini delle scuole nel corso della giornata della memoria: “Il concetto della liberazione è universale. Ogni ragazzo deve sapere che qualcuno ha lottato per lui per liberarlo dal nazismo”».
I funerali di Luzzati probabilmente si svolgeranno domani nel cimitero ebraico di Staglieno.