I bambini si danno all’opera e l’asilo si riempie di pubblico

Aida, Carmen, Traviata e Barbiere ma anche brani di musica classica nel saggio di fine anno. Ingresso gratuito

(...) allestire ben quattro opere per volta, con interpreti d'eccezione, tutti artisti dai tre ai cinque anni d'età. Non si fa per dire. Il pubblico (numerosissimo, almeno un genitore per bambino corredato di carrozzina, più la nonna o magari la zia) ha decretato con entusiasmo il successo di questa brillante esecuzione lirica (e pure sinfonica, nel secondo tempo), che chiudeva l'anno scolastico e che prevedeva opere del grande repertorio: «Aida», «Carmen», «Traviata» e «Il Barbiere di Siviglia». Grandi talenti tutti quanti, compresa la factotum della situazione, la maestra Lucia, nella veste polimorfa di regista, direttrice d'orchestra e maestro concertatore; coadiuvata naturalmente da scenografi e costumisti di tutto rispetto, che hanno dato vita a severe sfingi, tori scalpitanti e aristocratici danzatori. E a proposito di factotum, un particolare encomio al protagonista del «Barbiere», Figaro, interpretato magistralmente dal piccolo Federico, grande presenza scenica e ottima resa del personaggio: un futuro da baritono già segnato, per la gioia del papà che sicuramente diventerà un assiduo frequentatore di teatro d'opera e un temutissimo critico musicale (sottraendo il posto alla sottoscritta). Se solo un appunto si può fare alla regia, è che tra i quotidiani dei numerosissimi bambini-clienti del barbiere non si è vista nessuna copia de «il Giornale», cosa che senz'altro avrebbe impreziosito lo spettacolo.
Ma andiamo oltre. Completava la calda mattinata la parte sinfonica, con l'interpretazione di brani di musica - rigorosissimamente classica - più o meno noti: «Il volo del calabrone» di Rimskij-Korsakov, animato da frugoletti gialli e neri dalle vistose ali bianche; la «Primavera» di Vivaldi, che vantava un sole giallo molto impettito e alberi assai fieri, addobbati con fiori di carta crespata; l' «Inno alla Gioia» di Beethoven, con tante Stelle della Comunità Europea e la non meno famosa «Marcia Turca» di Mozart, con una sfilza di energumeni (!!!) rosso vestiti, con tanto di copricapo in tono. Bellissimi e bravissimi i giovani interpreti, che davvero hanno partecipato con passione a questo magistrale allestimento; c'è ben da sperare che molti tra questi teneri virgulti, nel giro di un paio d'anni esprimano l'ardente desiderio di imparare a suonare - che so - il controfagotto o la tuba wagneriana (sempre per la famosa gioia dei genitori). Dimenticavamo di scrivere che in apertura di spettacolo i piccoli protagonisti di questo prezioso (e fino ad oggi sconosciuto) teatro si sono cimentati in una prestazione corale di pregiatissimo livello; tra i cavalli di battaglia «Il piccolo musicista», «Zumpalà Zumpalà» e "I tre Cinesi suonatori di contrabbasso", dimostrando con questo ultimo brano di essere aggiornati sulla scena culturale genovese e in linea con il cartellone lirico del Carlo Felice, che proprio sabato scorso ha presentato l'opera del cinese Tan Dun. Al pubblico vociante è stato offerto infine un ricco rinfresco per coronare degnamente la festa di inizio estate: insomma, un teatro che in barba ai tagli del FUS osa, non badando a spese: e per di più senza far pagare il biglietto. Roba da non credere. «La musica classica arricchisce - ha detto la famosa e poliedrica maestra Lucia - i bambini dovrebbero ascoltarla sin dalla più tenera età, perché è una componente essenziale nella loro formazione; solo in Italia manca del tutto dai programmi scolastici». In Italia, forse, ma a Quinto no. Brava maestra Lucia, c'è da augurarsi che in tanti seguano il tuo esempio.