I «bambini soldato» in Duomo tra passato, presente e futuro

In mostra i disegni dei ragazzini arruolati dai guerriglieri in Uganda

Pietro Vernizzi

Una grande mostra sui «bambini soldato» campeggerà in piazza Duomo durante tutto il periodo natalizio. L'evento culturale all'insegna della solidarietà è stato inaugurato ieri in Comune dal sindaco Letizia Moratti. L'esposizione, aperta da domani al 7 gennaio, è basata sui disegni di ragazzini e ragazzine rapiti e arruolati dai guerriglieri del Nord Uganda, che li hanno costretti a combattere e a subire atrocità impensabili. I più fortunati sono riusciti a fuggire e gli psicologi dell'Avsi, per guarirli, hanno chiesto loro di disegnare i traumi che hanno dovuto affrontare. La mostra si articola così in tre sezioni: il passato, che rappresenta la vita trascorsa in mezzo alla guerra; il presente, nei campi-sfollati e a scuola; il futuro, ricco di sogni semplici e pieni di speranza. «L'Avsi - ha spiegato la Moratti -, attiva da 30 anni in 40 Paesi, è una tra le più significative realtà no profit nate nella nostra città, cui attribuisce un valore aggiunto. La mostra ha il merito di coniugare i valori propri di Milano con quelli che superano ogni confine: la generosità e la testimonianza dell'importanza della carità». «Piazza Duomo sotto Natale torna a essere un luogo d'incontro per i milanesi - ha aggiunto il presidente di Pubblicità progresso, Alberto Contri -. Il nostro scopo è recuperare la proverbiale “Milan cunt el coeur in man”, una città che si riversa in centro non soltanto per comprare doni, ma anche per interessarsi agli altri e riflettere». Alla presentazione sono intervenuti anche Alberto Piatti, segretario generale Avsi, Carlo Tavecchio, presidente della Lega nazionale dilettanti di calcio, e lo stilista Santo Versace, che ha sottolineato «l'importanza del fatto che la gente sia stimolata a impegnarsi e partecipare, oltre alla necessità che anche la politica faccia la sua parte». Mentre per Piatti «attraverso i disegni la mostra descrive un percorso di speranza, evidenziato dai colori utilizzati, che dal rosso cupo passano al verde. Il verde speranza nasce dalla compagnia che i volontari dell'Avsi fanno a questi bambini, restituendo un senso alla loro umanità attraverso la carità e il perdono».