I bancari guidano il ribasso

In recupero le firme del lusso

Finale debole per Piazza Affari, in controtendenza rispetto alle altre Borse europee, a causa dell’andamento di alcune blue chips. Così sul finale il Mibtel è arretrato dello 0,13% e l’S&P/Mib dello 0,19%. Gli investitori, comunque, stanno sposando un atteggiamento cauto nell’attesa dell’importante dato sul Pil Usa del primo trimestre, in calendario domani. Lo stesso giorno, inoltre, si riunirà anche il Consiglio direttivo della Fed per prendere decisioni sul costo del denaro. Gli analisti stanno scommettendo su un nuovo taglio dei tassi da 25 punti base. Infine, sempre questa settimana, verranno diffusi i numeri sul mercato del lavoro americano, cartina di tornasole per stabilire il livello di salute dell’economia a stelle e strisce. A Milano sono state vendute le Telecom (-2%) e sono andate male le Banca Mps (-4,4%) nel primo giorno dell’aumento di capitale da 4,97 miliardi, necessario per finanziare l’operazione di acquisizione di Antonveneta. Sono comunque risultate deboli anche le altre azioni bancarie: Unicredit ha lasciato sul terreno lo 0,36%, Ubi Banca lo 0,15%, Intesa Sanpaolo lo 0,3% e Banco Popolare lo 0,13%. Sono per contro salite dello 0,17% Bpm. Nel resto d’Europa: Parigi ha segnato un progresso dello 0,69%, Francoforte dello 0,42% e Amsterdam dello 0,93%. Ha chiuso invariata Londra. A Parigi sono salite del 2,3% le Edf, dopo la decisione del tribunale di Bilbao che ha accordato al gruppo un ritardo di cinque giorni per svelare le proprie intenzioni sulla spagnola Iberdrola (+0,5%). Hanno inoltre recuperato terreno le azioni Hermés (+4,57%), insieme a tutto il comparto del lusso, scivolato invece nelle settimane scorse.