I banchieri davanti ai magistrati testimoni sul caso Fiorani-Fazio

Doris e Geronzi ripercorrono i contatti con l’inquisito. A breve verrà sentito l’ex governatore

da Milano

La ricerca di verifiche alle parole di Gianpiero Fiorani, la prossima chiusura delle indagini sull’aggiotaggio e l’imminente interrogatorio di Antonio Fazio: sono questi i tre motivi che spingono gli inquirenti milanesi a sentire testimoni del mondo del credito. Così ieri sono stati convocati in procura in qualità di testi Ennio Doris e Cesare Geronzi.
Ciascuno per tre ore ha ripercorso i contatti con alcuni protagonisti delle scalate estive, a iniziare da quelli con l’ex amministratore delegato di Bpi.
Davanti ai pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti arriva così in mattinata Ennio Doris, presidente di Mediolanum seguito, nel primo pomeriggio, da Geronzi. Doris ripercorre la storia della partecipazione dello 0,50 per cento in Antonveneta finita in portafoglio a Bpi. Geronzi invece firma il verbale su un possibile interesse che Capitalia avrebbe mostrato per Antonveneta nell’estate del 2004. Interesse che poi andò scemando lasciando spazio libero alla Lodi. Sarebbe stato il governatore Antonio Fazio a dare il via libera a Fiorani, prediligendolo rispetto a Capitalia. Ed è questo uno degli elementi che verrà contestato a Fazio quando, settimana prossima, verrà interrogato.
Sia la testimonianza di Doris che quella di Geronzi sono giudicate «esaurienti» dagli inquirenti. Poche le pagine di verbale firmate dai due. Nessun momento di incertezza.
Sembrano concordanti con la ricostruzione di Fiorani i ricordi su episodi per i quali l’accusa non dispone di altra fonte di prova. A iniziare dalle intercettazioni. Ora i magistrati preparano l’interrogatorio di Fazio.