I baraccati «sfrattano» i ciclisti della Magliana

Una costellazione di baracche invade gli argini del Tevere nei pressi della Magliana. Fantasmi di case che continuano a moltiplicarsi, nella città invisibile cresciuta intorno a quella reale. Gli inquilini sono nomadi, all’incirca 700, come ha fatto sapere due giorni fa in una nota Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An alla Provincia di Roma. Occupanti abusivi del tratto che si snoda dal ponte della Magliana, in zona Torrino, fino all’ippodromo di Tor di Valle.
Una comunità clandestina, dove fiorisce la criminalità. E la gente si sente assediata, con la paura di circolare in una zona diventata, ormai, a rischio. Scene surreali, perfette per una pellicola pulp, ma incredibilmente vere. Ne hanno, da raccontare, di storie ai limiti dell’inverosimile i ciclisti di Biciroma, l’associazione di amanti delle due ruote, nata nel 2002 per promuovere la mobilità sostenibile nella capitale. Sfrattati dalla pista ciclabile che costeggia la bidonville sul Lungotevere della Magliana. «Sotto il ponte - dice Fausto Bonafaccia, presidente dell’associazione - si è creato un vero e proprio insediamento abusivo. Sulla pista è un viavai di motorini e carrelli della spesa che impediscono il passaggio». Ma l’aspetto più inquietante sono i cani randagi che si aggirano nei dintorni.
«Un nostro associato ci ha segnalato - continua Bonafaccia - che mentre percorreva il circuito in bicicletta, sua moglie, rimasta indietro, si è vista sbarrare la strada da due cani di grossa taglia. Gli animali si sono messi a ringhiare, tenendola bloccata per più di mezz’ora e, solo dopo vari tentativi, si sono allontanati». Una situazione insostenibile che ha spinto Biciroma a chiedere, prima di Natale, l’intervento dell’assessorato all’Ambiente e dei vigili del XII municipio. Con scarsi risultati, dato che sul posto, pare, non sarebbe stato trovato nulla. Più efficace, invece, il sopralluogo della Asl di zona, che ha permesso di isolare i cani in un’area recintata a Tor di Valle. Rimane, però, l’emergenza nomadi, per cui Augusto Santori, consigliere di An nel XV municipio, ha chiesto al sindaco Veltroni e al presidente del municipio Paris «di farsi promotori presso l’Ardis (l’Agenzia regionale difesa del sottosuolo) di un intervento urgente per sgomberare gli stanziamenti abusivi esistenti, al fine di garantire la tranquillità dei residenti e la sicurezza dei ciclisti che percorrono la pista della Magliana».
Favorevole a un «giro di vite su tutti i campi nomadi della città» anche Marco Scotto Lavina, consigliere di An nel XII municipio. Sua la proposta di «ricorrere all’uso di telecamere, sia nei campi regolari che in quelli irregolari, per vigilare con maggiore efficacia e garantire la legalità». «A Roma - ha infatti denunciato Scotto Lavina - nessuno controlla i movimenti all’interno dei campi, neanche quelli regolari, costruiti e gestiti con i soldi dei contribuenti e dove, in teoria, non dovrebbero esserci pregiudicati, traffici e attività illecite».