I barbari avevano paura

Egregio Direttore, a prescindere se si consideri Fabrizio Quattrocchi un «mercenario» o un «eroe», a prescindere se abbia appartenuto a un qualsiasi movimento politico, resta il fatto che quel giovane ha saputo affrontare la morte con estrema dignità. Fabrizio ha saputo colpire con la voce i suo aguzzini con una frase che ha bollato davanti al mondo, la diversità esistente fra un giovane possessore di valori eccelsi e loro, i carnefici ottusi fanatici ignoranti forti solo con un’arma nelle mani davanti alla loro vittima inoffensiva «Vi faccio vedere come sa morire un italiano» così è morto Fabrizio Quattrocchi. Così ha saputo aprirsi le porte dell’eternità, esprimendo fede, civiltà, onore e coraggio. Il rifiuto del consiglio comunale di Genova all’intitolazione di una via o di una piazza alla sua memoria è la sincera fotocopia di coloro che lo hanno fatto inginocchiare in una buca: un consiglio comunale costituito da ottusi, fanatici e ignoranti forti solo di un’unica ideologia, di un unico principio: che i «barbari hanno paura di chi non ha paura»!
Con la stima di sempre
As-Fn