"I Beckham sarebbero perfetti come fumetti"

Il papà di Spiderman vuole David e Victoria a cartoni e spiega il suo
piano B con l’ex Beatle, la Hilton e l’editore di "Playboy". "Il calciatore e la cantante sono belli e colorati, sarebbero fichissimi come protagonisti di una seria"

I Beckham a fumetti. Alzi la mano chi ha la faccia tosta di dire che, no, non se lo sarebbe mai aspettato. David e Victoria Beckham - tanto belli da sembrare finti, tanto finti da sembrare disegnati - un destino così ce lo avevano scritto. Lui in effetti, con tutti quei tatuaggi, una tavola da fumetto lo sembra già. Lei - algida, magra, eppure sospettosamente maggiorata nei punti strategici - con le Spice Girls iper-colorate e trendy aveva già segnato la strada alle fatine Winx e ai vari surrogati di carta e cartoon. Faccia da cattiva, dicono: si, forse cattiva, ma è solo perché la disegnano così.

Dunque, un applauso a Stan Lee per il tempismo, ma certo non per l’intuito. Ecco spiegato il fatto: il guru del fumetto americano, padre della Marvel Comics e di tanti celeberrimi supereroi, da Spiderman, ai Fantastici 4, da Iron Man a Hulk, ha rivelato - in un’intervista al tv show Access Hollywood - di avere, nella sua fitta agenda di autore ottantaseienne mai domo, un progetto fumettistico (e, chissà, in futuro cinematografico) legato ai coniugi Beckham: trasformare la supercoppia in coppia super. Eroica, naturalmente.

Il bel David campione di calcio (ex campione, sibilano i maligni e soprattutto gli interisti, dopo che le ultime notizie lo vogliono in arrivo al Milan), era emigrato da qualche tempo in America - nella squadra dei Galaxy - per svernare, godersi contratti fantamilionari, frequentare i vicini di casa Tom Cruise e signora, e scaldarsi alla luce dei riflettori di Los Angeles. L’aristocratica consorte, altresì detta Posh Spice, aveva deciso di fare solo l’onesta moglie tutta casa e beauty center. Ora l’irrequieto Stan Lee vorrebbe strappare un sì di famiglia per l’utilizzo della loro immagine. Come supereroi. «È da un po’ che mi ronza in testa quest’idea selvaggia - ha detto Stan Lee ad Access Hollywood -. Tutti conoscono i Beckham: sono belli, talentuosi e molto colorati. Pensate a come potrebbero essere fichi in una serie di avventure, come supereroi». Lo statuario Beck in calzamaglia attillata? E perché no, dopo tutte quelle evoluzioni in boxer aderentissimi di casa Armani, e con quegli addominali a testuggine, i rivali di fumetto alla Batman o Capitan America gli farebbero un baffo. Non è finita, la fantasia del vecchio Stan Lee vola alta: «David e Victoria potrebbero essere un team anticrimine, dove l’attività sportiva del campione sarebbe solo una facciata. Oppure, potrebbero essere spie al servizio del proprio Paese, in un fumetto comico».

Di contatti con i Beckham ancora non ce ne sono ma... chi sarebbe così pazzo - è la riflessione di questo simpatico creatore di sogni su carta - da rifiutare i mitici, superpoteri?
In attesa di un sì dalla «coppia più bella del mondo», il vulcanico Stan non se ne sta con i neuroni in mano: ci sono altri personaggi in carne ed ossa perfetti, secondo lui, per la missione fumettistica. Insomma, esiste un piano B, e riguarda l’ex batterista dei Beatles Ringo Starr, la sexy ereditiera dalle gambe chilometriche (e dai sorrisi immuni da sensi di colpa) Paris Hilton e il fondatore di Playboy Hugh Hefner. Sul simpatico Ringo (oggi sessantottenne) c’è poco da dire: ha una faccia da fumetto come poche, con quel nasone e gli occhi da panda che tanto stimolavano il senso materno delle fan negli anni '60.

Di più, ai tempi dei Beatles si era già trasformato, insieme agli altri favolosi tre, in un cartoon. Tocco finale - è la storia che lo dice - ha un sedere così: capitò a Liverpool nel posto giusto al momento giusto. Tuta attillata e Paris Hilton sono invece, come si dice, la morte sua: farne una gattesca supereroina stile Catwoman non è facile, è facilissimo. Ereditiera di giorno, gatta morta di notte: il copione è già scritto. È Hugh Hefner (classe 1926), in effetti, a creare qualche perplessità. Salterà da un tetto all'altro di New York, mascherato e in compagnia di un’orda di sublimi conigliette? Difficile. In ogni caso, è sempre più giovane di Stan Lee, che con quella fantasia non se ne sta mai fermo.