I big accorrono in Liguria, ultima frontiera per la vittoria

Oggi Bossi, domani Veltroni, il 31 Fini. Lista Ferrara prima sulla scheda alla Camera, Pdl chiude il Senato

È l’ora dei big. La Liguria resta una delle pochissime regioni «incerte». Una situazione che può regalare un pugno di senatori in più a uno schieramento o all’altro grazie al premio di maggioranza regionale. Ecco perché stanno arrivando i leader dei partiti, pronti ad infiammare una campagna elettorale partita finora in sordina. Se la Sinistra Arcobaleno ha già schierato Franco Giordano, leader di Rifondazione, il Pd ha risposto con il numero due di Walter Veltroni: a Certosa Dario Franceschini non avrà fatto il pienone in un slargo piuttosto stretto, però ha fatto capire che il centrosinistra è tutt’altro che convinta di vincere nonostante le dichiarazioni dello stesso Franceschini. Neppure il tempo per registrare la sua buona dose di antiberlusconismo che fa sempre coraggio nel cuore rosso di Genova, che già è in arrivo il leader, quello buonista, indispensabile per rassicurare chi inizia a preoccuparsi del fatto che a sinistra sono cambiati solo a parole. Walter Veltroni sarà domani in Liguria, tappa a ponente, Savona e Sanremo. Appuntamenti rapidi, fermate di bus, ma tanto per far rimbalzare sui giornali i nomi dei vip. Come se in Liguria il Pd non si fosse già assicurato il servizio paracadutando nelle liste tutti i pezzi da novanta che devono uscire a tutti i costi. E così Giovanna Melandri, ministra uscente di un governo Prodi che Veltroni rinnega e rivendica nella stessa frase, ma rigorosamente a distanza di un pugno di avverbi, ha di fatto preso residenza in Liguria, e il 3 aprile sarà protagonista di un faccia a faccia televisivo con l’altro ex ministro, lui ligure davvero, Claudio Scajola.
E nel centrodestra? Oggi è il turno di Ignazio La Russa, deputato uscente per la Liguria. Questa volta non comparirà più sulle nostre schede perché tornerà a essere eletto in Lombardia, ma il leader dei deputati di An non dimentica chi lo ha votato. Per lui un «sacrificio» premiato anche dal fatto che questa sera a Marassi giocherà la sua Inter. Chi è pronto a trasformarsi in un pendolare della politica per farsi sentire in Liguria è anche il Senatur. Umberto Bossi stasera avrà il compito di infiammare la piazza di Imperia. Genova invece dovrà attenderlo solo cinque giorni: martedì infatti ha già prenotato l’uditorio del Teatro della Gioventù per un intervento alle 21. Più concentrati verso la fine della campagna elettorale i due leader del Pdl. Gianfranco Fini ha già fatto sapere che sarà a Genova il 31 marzo, con modalità in via di definizione. Poi toccherà a Silvio Berlusconi cercare i voti degli indecisi e spronare all’ultimo sprint gli attivisti. Ieri era ancora top secret la data del suo arrivo.
Vanno nel frattempo definendosi anche gli ultimi particolari «tecnici» della sfida elettorale. Ieri è stato reso noto l’ordine di presenza sulla scheda dei partiti. Alla Camera il primo posto toccherà alla Lista Ferrara «Aborto? No grazie», l’ultimo al «Partito Comunista dei lavoratori». Il simbolo del Pd di Veltroni sarà il quinto che incontreranno gli elettori, mentre il Pdl sarà esattamente a metà, al settimo posto. Posizione «particolare» del Popolo della libertà anche al Senato, visto che chiuderà la scheda al 13° posto. Il Pd sarà terzo, ad aprire toccherà questa volta alla «Destra» di Storace. Una curiosità: in entrambe le schede l’unico partito ad avere la stessa posizione, la quarta, è «Sinistra critica, ecologista, comunista, femminista».