I big dell’energia alla guerra dei piccoli clienti

da Milano

La liberalizzazione del mercato elettrico sembra aver ottenuto almeno due risultati, in vista soprattutto del luglio 2007, quando dovrebbe diventare completa: sta scatenando la bagarre tra i grandi gruppi del settore per accaparrarsi e fidelizzare il maggior numero di clienti medio-piccoli e, di riflesso, sta provocando un’ondata di pagine pubblicitarie sui quotidiani, cosa che non fa male ai bilanci dei giornali.
Ieri è partita, sia pure su un solo quotidiano, la campagna Enel e subito Edison ha annunciato che a partire da questo fine settimana investirà tre milioni di euro in pubblicità rivolta soprattutto a piccola industria, artigiani, studi professionali e anche alle famiglie. La battaglia si preannuncia «succosa» perché sono milioni le piccole imprese che possono cambiare fornitore, senza contare le famiglie che fra quasi un anno potranno abbandonare l’ombrello delle tariffe fisse per cercare offerte più convenienti.
E se le piccole e medie imprese sono 7,7 milioni, le famiglie superano abbondantemente i venti milioni. Un mercato, quest’ultimo, su cui punta soprattutto l’Enel, mentre quello delle piccole e medie imprese è conteso tra tutti i protagonisti del mercato elettrico.
E nella gara a conquistarsi nuove fette di mercato, Edison ieri ha ottenuto un punto a suo favore con il contratto siglato con Consip per la fornitura di elettricità alle pubbliche amministrazioni per i prossimi dodici mesi.
I grandi gruppi, se cercano di ottenere contratti importanti come quello Consip, puntano anche sempre più a rastrellare le imprese distributrici di energia indipendenti che si trovano in affanno in un mercato che ormai dà spazio solo a chi è di dimensioni importanti: ieri è stato annunciato che entro il 20 ottobre la Commissione Ue darà il suo responso per l’acquisizione di Eneco da parte di Edison. Mentre E.On sarebbe pronta ad acquistare Dalmine Energie. Rastrellare le imprese che fanno intermediazione di energia vuol dire acquistare direttamente «pacchetti» di clienti che diversamente dovrebbero essere contattai uno a uno. Non a caso la svizzera Raetia pochi mesi fa ha acquisito Dynameeting con le sue migliaia di clienti.