I bimbi di Albenga gridano: «Nuvoli, non mollare»

Una serata spettacolo dedicata all’ex arbitro di Sassari che ha chiesto di morire. Un inno alla vita con «Avvenire» e «il Giornale»

I bambini scenderanno in campo questa sera ad Albenga per urlare il loro sì alla vita, per regalare a tutti, ma a una persona in particolare, un’occasione di riflessione sulla dignità della vita umana, sempre e comunque vita finché c’è vita. Sarà un momento di gioiso intrattenimento con la dedica speciale, si diceva, a Giovanni Nuvoli, l’ex arbitro di Sassari colpito da sclerosi laterale miotrofica e da alcuni anni costretto a letto e ventilato artificialmente.
Giovanni Nuvoli, come già Pier Giorgio Welby, chiede di morire. Per questo la dedica speciale a lui come a tutti gli altri ammalati, ribadendo il principio della difesa, della promozione e del sostegno della vita naturale dal concepimento fino al naturale tramonto, cioè alla morte naturale.
Ma veniamo alla serata voluta dal Centro di aiuto alla vita ingauno e dall’associazione Scienza&vita, operativa ad Albenga da tre mesi grazie ad alcuni volontari. Protagonisti, alle 21 sul Lungomare, saranno i bambini dell’Art Group, associazione di volontariato locale conosciuta in passato come «Zucchino d’oro», che attraverso le voci di tanti bimbi e ragazzi opera nei settori della solidarietà sociale, umana, civile e culturale con percorsi di formazione e beneficenza, dedicando la propria attività a persone povere, disabili e malate. Iniseme a loro si esibiranno in un balletto di grande effetto dal titolo «Jesus Christ» gli alunni della scuola elementare diocesana di Albenga «Redemporis Mater» e, infine, nella danza offriranno una brillante esibizione i ragazzi della scuola di ballo El Barrio Latino di Albenga. Due gli amici per questa serata che vede giocare la partita della vita: i quotidiani «Avvenire» e «il Giornale».
E poi? Alla fine dello spettacolo il dvd contenente i momenti più belli della serata sarà inviato a casa di Giovanni Nuvoli, perché lui sappia che Albenga conosce la sua sofferenza, è attenta alla sua faticosa e dolorosa situazione di disagio, gli è in qualche modo vicina con la sua voce e condivide con lui la triste esperienza della malattia. E intanto lo incoraggia a scegliere sempre la vita e a lasciar perdere l’idea dell’eutanasia. Insomma, il grido di Albenga è questo: Nuvoli, non mollare.