"I bimbi rom addestrano cani da combattimento"

La denuncia dell'Aidaa: "Ci sono arrivate diverse segnalazioni. Il campo è quello di via Idro". Un'arena per la lotta fra animali

La testimonianza è di quelle che fa venire i brividi. Bambini usati per addestrare al combattimento cani feroci e di grossa taglia. Il «ring» nel bel mezzo di un campo nomadi autorizzato dal Comune di Milano. È il contenuto delle telefonate giunte al numero dell’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Aidaa), a rivelarlo è il presidente Lorenzo Croce. «Le segnalazioni sono addirittura due. La prima l’altra sera tardi, la seconda ieri mattina. Hanno visto coi propri occhi quello che stava succedendo nell’accampamento all’affluenza del naviglio Martesana con il fiume Lambro». Nessun dubbio, l’indirizzo è quello di via Idro, sede di uno degli undici insediamenti in cui Palazzo Marino ha fatto firmare il patto di socialità e di legalità ai capifamiglia rom (116 gli occupanti ufficiali, in realtà molti di più). Detta così suona come una beffa, se non fosse per la gravità dell’argomento. Continua Croce: «Il racconto, nel dettaglio, è questo. In un recinto, almeno tre bimbi di 7-8 anni al massimo impegnati nella lotta con due o tre cani per volta; sulle braccia e sulle gambe protezioni improvvisate per attutire l’impatto dei morsi. Attorno, gli adulti urlavano e aizzavano le bestie». C’è n’è abbastanza, secondo i vertici di Aidaa, per formulare un esposto alla Procura di Milano. «Non sappiamo se si trattava di semplici “allenamenti” o di vere e proprie arene per combattimenti clandestini. In ogni caso, vorrei essere ascoltato dai magistrati su questo punto. Spero che la denuncia serva a fare chiarezza su quanto accade nei campi rom della città. Autentiche zone d’ombra dove non è possibile avvicinarsi». Croce ammette: «Non è la prima volta che ci giungono notizie del genere. Di sicuro, a giudicare dalle decine di telefonate ricevute, un’altra zona altamente a rischio è quella sotto il ponte di Lambrate, teatro di baraccopoli abusive».
Le «indagini» dell’associazione ambientalista seguono l’impegno sul fronte dell’accattonaggio. Specialità tipica tra gli zingari, non è una novità, il problema è che si fa sempre più frequente l’impiego di minori buttati sui marciapiedi in compagnia di cuccioli per fare meglio leva sulla compassione dei passanti. Pratica aberrante verificata dai volontari Aidaa in più di 350 casi lo scorso anno, con l’utilizzo di cani «rapiti» e appositamente drogati per resistere a lunghe giornate sull’asfalto, dai mezzanini delle metropolitane agli ingressi dei supermercati. Per un incasso giornaliero che sfiora i 400 euro e che incentiva il racket alle spalle dell’elemosina. Ecco la reazione del vicesindaco Riccardo De Corato all’ultimo sos lanciato dall’associazione: «Altro che integrazione. È un escalation di violenza che possiamo contenere solo rimpatriando immediatamente i romeni che non dimostrano di mantenersi lecitamente». Aggiunge l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo: «Togliamo la patria potestà ai genitori responsabili dello sfruttamento di minori».