«Via i bimbi dalla strada»

Combattere la mendicità minorile puntando sull’integrazione e la scolarizzazione dei bambini nomadi. Secondo Gianni Alemanno, candidato sindaco del Popolo della libertà, «l’obiettivo per una città solidale come Roma deve essere quello di creare una vera e propria rete di centri» contro questo fenomeno. Delle strutture «dove i bambini possano essere accolti attraverso molteplici iniziative di integrazione e scolarizzazione». Attualmente in città esiste solo un presidio di questo genere, troppo poco per Alemanno «data la forte vocazione religiosa e di accoglienza che contraddistingue la capitale».
Nel pomeriggio di una pasquetta a metà, il candidato del Pdl torna a parlare di uno dei temi clou del suo programma, la questione nomadi. Questa volta però focalizzando l’attenzione sui bambini, sempre più presenti per le strade capitoline e sempre più oggetto di violenza e sfruttamento. Premiando i vincitori di un torneo di calcio organizzato dall’Associazione Ercolini, Alemanno ha sottolineato come sia necessario, proprio per contrastare l’accattonaggio e lo sfruttamento dei bambini nomadi «definire un programma di coordinamento tra la polizia municipale e le forze dell’ordine che impedisca il racket dei bambini ed aiuti le ragazze madri a non cedere alle bande di rom che le obbligano ad attività illecite. Ben vengano quindi iniziative come quella dell’associazione Ercolini che ha scelto lo sport come strumento primario per togliere i bambini dalla strada». Questa associazione, attiva da anni nel quartiere Aurelio, è riuscita attraverso la pratica sportiva, artistica e musicale, ad integrare diversi bambini rom residenti nei campi legali. Attualmente, con il motto «Chi studia, gioca», sono oltre cento i giovani rom tra 7 e i 18 anni perfettamente integrati, e che a loro volta compiono un’intensa attività di volontariato assistendo portatori di handicap e malati di Aids. «Solo con le armi dell’educazione e della scolarizzazione – ha proseguito Alemanno - si può sottrarre le future generazioni di nomadi ad un destino di degrado, di sfruttamento e di illegalità, in cui a pagare sono maggiormente i più piccoli».
Una pasquetta elettorale anche in casa Udc. Il candidato sindaco Luciano Ciocchetti ha organizzato una festa, con tanto di colomba e uova per i più piccoli, al Palacavicchi di Ciampino, insieme ad amici, parenti e supporter politici. Tra loro anche il leader dei centristi Pier Ferdinando Casini. È proprio l’ex presidente della Camera a ribadire pubblicamente quello che è il leitmotiv della campagna Udc per il Campidoglio, vale a dire avere un sindaco che parta dalle cose semplici, in netto contrasto con quanto accaduto finora. «Veltroni - ha ricordato Casini - ha badato alla Festa del cinema ma poco alle periferie, poco alla sicurezza e poco alle buche». E parlando del candidato di via dei Due Macelli Casini ha aggiunto che Ciocchetti sarebbe «un sindaco che conosce bene i problemi e le questioni della sua città». Dopodiché la stilettata al Pdl: «Diciamo ai tanti extracomunitari che vengono in Italia che sono i benvenuti. Ma qui c’è un Paese che ha una storia, una tradizione, una bandiera. E questo discorso lo facciamo prevalentemente qui nella capitale d’Italia che difenderemo da un’arroganza della Lega. Roma che crediamo capace di difendere i nostri
valori».
Intanto Francesco Rutelli, che nel pomeriggio ha visitato l’Ara Pacis, parlando con alcuni cronisti non perde l’occasione per snocciolare i dati degli ultimi sondaggi elettorali che lo vedono in testa. «L’ultimo sondaggio, commissionato dal nostro comitato su un campione di 2000 persone, fornisce tre dati significativi: il 23% dei romani sarebbe indeciso, il 49,4 voterebbe Rutelli e alla domanda su chi i romani si aspettano che vinca, ovvero quello che viene chiamato l’effetto winner, il campione intervistato parla della vittoria del candidato di centrosinistra al 53%, mentre il secondo arrivato si attesta al 21%».