I bimbi tolti ai genitori senza spiegazioni

Per Paola, mamma 36enne di T., la giornata di ieri è cominciata portando i vestiti puliti al suo bambino in comunità. T., 11 anni, è stato prelevato mercoledì scorso da una scuola di Falconara, vicino ad Ancona, per allontanarlo dalla famiglia. «Andava messo in sicurezza», ha spiegato Gilberto Baldassarri, l’assessore comunale ai Servizi sociali che ha chiesto al sindaco di firmare il provvedimento di allontanamento. Alla madre, single con altri tre figli, non è stato spiegato il perché. La vicenda rimane poco definita, comincia però a emergere qualche elemento.
Il sindaco di Falconara, Goffredo Brandoni, ieri ha incontrato i servizi sociali che hanno giudicato necessario togliere T. a sua madre. Pur mantenendo il riserbo sui dettagli delle motivazioni di una decisione tanto grave, Brandoni sottolinea: «Abbiamo preso il provvedimento sulla base dell’articolo 403 del Codice civile, che dispone l’obbligo per le autorità locali di intervenire nel caso in cui i minori vengano trovati in stato di abbandono o in condizioni di pregiudizio tali da richiedere il collocamento temporaneo e urgente in un contesto protetto». Una disposizione, spiega il sindaco, nell’interesse del bambino, «attentamente valutata dai servizi sociali, con la massima serietà, competenza e ponderazione». Nessun altro particolare. Anche se il brano della legge citato da Brandoni è specifico e parla di «minore moralmente o materialmente abbandonato o allevato in locali insalubri o pericolosi oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere alla sua educazione».
Paola scava tra le proprie eventuali mancanze: «La scuola dice di avermi chiamato più volte e che io non ho risposto al telefono. Pare che abbiano anche fatto una segnalazione ai servizi sociali. Per l’istituto, T. è violento e indisciplinato e porta spesso vestiti sporchi. Il bambino magari si è messo per tre giorni la stessa felpa: può bastare per dedurre che è abbandonato a sé stesso e per portarmelo via?». La mamma e il padre di T. sono stati convocati per domani dal Tribunale dei minori. «Finché non mi sentiranno - continua lei -, non potrò vederlo». L’avvocato di Paola, Riccardo Vagnoni, aggiunge: «Ci sarà un’audizione e cercheremo di capire meglio i motivi dell’allontanamento. Partirà poi un’istruttoria con cui i magistrati verificheranno la situazione e la fondatezza o meno del provvedimento voluto dai servizi sociali. I tempi non saranno brevi». Ogni giorno circa 86 bimbi vengono portati via alle famiglie, in totale 32 mila l’anno. Nove volte su 10 sono italiani. «C’è un abuso di questi provvedimenti - dice Antonello Martinez, il legale della celebre vicenda dei fratellini di Basiglio che ha fondato l’associazione “Cresco a casa” - e quasi mai per un pericolo reale. Non vengono fatti i dovuti accertamenti, gli assistenti sociali decidono in autonomia, anche se spetterebbe al magistrato. Che però spesso non conosce il caso e si limita ad avallare le relazioni che riceve. Così nascono errori e orrori». Martinez non entra nel merito della storia di Falconara, ma dà un dato inquietante: «Il 92 per cento di questi bambini viene alla fine rimandato a casa. E in media dopo due anni e quattro mesi». Intorno a comunità e case famiglia ruota un giro d’affari miliardario. Se l’allontanamento è deciso non per cause oggettive e gravi, come abusi e maltrattamenti, ma per valutazioni soggettive, come quelle sull’incapacità dei genitori di crescere i figli, quei soldi possono spingere l’ago della bilancia.