Dopo i blocchi arriva lo sciopero dei benzinai

Pompe chiuse fino alle 7 di venerdì. Ieri code e ingorghi per accaparrarsi gli ultimi litri di carburante

Tempi duri per gli automobilisti. Dopo i blocchi del traffico e i divieti antismog, è arrivato lo sciopero dei benzinai. La serrata dei gestori contro la liberalizzazione del settore decisa dal governo è cominciata ieri sera, sia in città (pompe chiuse alle 19) che lungo autostrade e tangenziali (gli impianti si sono fermati alle 22). Si andrà avanti fino a venerdì mattina alle 7 in città, domani alle 22 in autostrada. «Ma per tornare alla normalità - avvertono i gestori - si dovrà aspettare sabato».
I benzinai preannunciano un’adesione massiccia. «All’ultima riunione di lunedì sera c’erano tutti i 600 gestori della provincia, il blocco sarà quasi totale - prevede Marcello Mangiafico, segretario regionale della Figisc, il sindacato dei benzinai dell’Unione del commercio-. E ai pochi che decideranno di aprire quasi certamente non arriverà il carburante. La corsa al pieno delle ultime ore ha svuotato le riserve - aggiunge-. Le compagnie, poi, sono contrarie come noi alla liberalizzazione». L’unica buona notizia (per gli automobilisti) arriva dalla Milano Serravalle, la società che gestisce le tangenziali e l’autostrada Milano-Genova. «A noi i gestori degli impianti lungo l’A7, nel tratto fino a Serravalle Scrivia, hanno detto che saranno aperti».
Fare rifornimento sarà comunque difficile. In città ieri è scattata la corsa al pieno (con tanto di code e ingorghi), molti impianti hanno esaurito il carburante già nel pomeriggio. Nelle stesse ore, i sindacati dei benzinai sono stati convocati dalla prefettura per spiegare come si svolgerà la protesta. «Negli impianti che partecipano alla serrata non si potrà fare benzina nemmeno al self service - precisa Mangiafico -. I consumatori minacciano di denunciarci? Non ci importa, abbiamo tutti contro, anche i tassisti, che in quanto a scioperi non possono dire nulla... Garantiremo un servizio minimo ad ambulanze, mezzi dei pompieri e non lasceremo senza benzina disabili o malati diretti in ospedale». In prefettura è stata depositata una lista di impianti pronti a rifornire i mezzi di soccorso. «Lungo le tangenziali, le stazioni saranno “presidiate”, il gestore sarà lì per vigilare sulle altre attività (bar, negozi) aperte. E di fronte all’emergenza, farà benzina». «Il nostro non è uno sciopero contro i cittadini, ma contro il disegno di Bersani e il suo atteggiamento - aggiunge Mario Vincenzi, delegato lombardo di Assopetroli -. Noi, come Assopetroli, riforniamo anche alcuni impianti. I camion non si fermeranno durante lo sciopero dei distributori, che quindi, alla ripresa dell’attività, avranno la benzina».
Non sarà così nella maggioranza delle stazioni, rifornite dalle compagnie petrolifere più note. «Chi ha fatto il pieno ha 3-4 giorni di autonomia» spiegano i benzinai.
Con la riforma, il governo vuole togliere i limiti all’apertura di impianti. «Con più stazioni (specie nei centri commerciali) i prezzi caleranno» è l’idea. In Lombardia, negli ultimi anni, si è fatto il contrario. Dal 1985 la città ha perso 525 distributori (oggi sono 303), vige la regola che un nuovo impianto apre solo dopo due chiusure. «Il governo vuole importare il modello francese, con distributori solo nei centri commerciali - conclude Mangiafico -. In Francia hanno chiuso in 30mila, per fare benzina si fanno decine di chilometri».