I Br del caso Moro rimasti a zero Mambro e Fioravanti una coppia da 18mila euro

I loro nomi, per chi non ha dimenticato il clima di violenza e tensione degli anni di piombo, rievocano ancora brutti ricordi. Eppure gli ex terroristi che hanno militato nelle Brigate rosse e in Prima linea, gli ex sessantottini con la pistola in mano, pare che ora conducano vite «normali», quelle di cittadini che devono fare i conti con i redditi delle persone comuni e che con il loro passato, seppur così inglorioso, non si sono arricchiti. Un destino differente da quello di alcuni dei più noti «ideologi» come Cesare Battisti, Toni Negri o Oreste Scalzone, che hanno pubblicato libri e condotto un’esistenza al centro dei riflettori della vita pubblica, seppure spesso in fuga, o fuori dall’Italia.
Non si è arricchita Susanna Ronconi, unica donna ad aver militato in Prima linea e nelle Br, finita nella bufera per una consulenza sulle tossicodipendenze che l’ex ministro Paolo Ferrero avrebbe voluto offrirle. Il suo reddito non supera i 17 mila euro. Tranne Alberto Franceschini, fondatore delle Br (32.216 euro) e Lauro Azzolini, brigatista della colonna milanese Alasia (26.310 euro), molti degli ex terroristi non navigano nella ricchezza. E questo vale non solo per i «rossi», ma anche per gli estremisti «neri» come Valerio Fioravanti (14.405) e Francesca Mambro (3.516). Reddito «0» per Barbara Balzarani e Valerio Morucci.