I britannici Motörhead riscaldano l’Idroscalo

Penultima giornata di «Gods of Metal»: oltre alla band di Lemmy Kilmister si alternano Whitesnake e Def Leppard, con Helloween e Gamma Ray

Luca Testoni

Entra nel vivo il Gods of Metal, la decima edizione della maratona rock ospitata negli spazi dell'Idroscalo, con la premiata triade britannica composta da Whitesnake, Def Leppard e Motörhead. Tutta gente che ha fatto la storia della musica pesante.
Prendete Dave Coverdale, classe 1951: vocalist dei Deep Purple nel quadriennio '73-'76, la bellezza di 28 anni fa mise in piedi il progetto Whitesnake, «esperienza sonora» a base di metal e hard rock da cui traspare un amore incondizionato per il rhythm'n'blues e per le «visioni» alla Jimi Hendrix.
Padre e padrone, irascibile quanto generoso, Coverdale ha cambiato spesso e volentieri i propri partner. L'ultima formazione (la quindicesima nella storia del complesso!) prevede Doug Aldrich e Reb Beach alle chitarre, Uriah Duffy al basso, Tommy Aldridge alla batteria e Timothy Drury alle tastiere.
I Motörhead sono apparsi in Inghilterra prima dei Sex Pistols, nel 1975. Qualche assestamento ed ecco schierarsi, al fianco del leggendario bassista-cantante Ian «Lemmy» Kilmister, il chitarrista Eddie «Fast» Clarke e il batterista «Philthy Animal» Taylor. Insieme hanno forgiato il rock'n'roll più duro, veloce e saturo che si sia mai potuto ascoltare. Rock pieno di sarcasmo e ironia contro ogni oppressore dello spirito libero, dalla politica alla religione. Davvero indimenticabile, poi, la voce di Lemmy: un vibrato oscuro e cavernoso lontano dagli stereotipi.
I Motörhead sono un totem, con cui si è misurato il metal, l'hardcore e persino il punk. Eppure, della loro grandezza sembrano consci solo gli addetti ai lavori e una comunità transnazionale di rockettari, che spesso ha surrogato i canali della promozione discografica trasferendo il culto ai fratelli minori.
Di quell'infernale power trio resta oggi solo il baffuto (e ormai sessantenne) Lemmy che sta vivendo un'insperata rinascita assieme al fido chitarrista Phil Campbell e al batterista Mikkey Dee, suoi compagni nell'attuale line-up.
Sopravvissuti (con Iron Maiden e Venom) alla stagione della new wave britannica dell'heavy metal anni Ottanta, i Def Leppard, «eterni ragazzi» figli della periferia di Sheffield, sono stati invece uno dei pochissimi gruppi a imporre il genere alle masse.
Proverbiali le loro devastanti architetture sonore fatte di accelerazioni e pause in cui tutti gli strumenti partecipavano a puntellare la tensione. L'ultima fatica discografica s'intitola Yeah! ed è un disco di cover. Un omaggio agli eroi della loro gioventù: Bowie, Kinks, Blondie ed Electric Light Orchestra.
Prima di loro, c'è interesse tanto per i tedeschi Helloween, Edguy e Gamma Ray (questi ultimi sono reduci dal sold out dello scorso ottobre a Milano) quanto per Stratovarius e Sonata Arctica, ovvero il meglio del power metal alla finlandese.
Completano il cast i brasiliani Angra e il quartetto tutto femminile delle svedesi Crucified Barbara.