I bus non inquinano, i treni non ci sono

(...) la Liguria dal sistema ferroviario italiano, sopprimendo ben nove treni per e da Torino, cancellando l'unico collegamento quotidiano con Firenze e allungando i tempi di percorrenza di alcuni regionali sulle linee per Milano e Bologna. Unici regali: un convoglio in più per la Lombardia la sera tardi, un piccolo potenziamento dell'orario su Roma con tre nuovi treni, uno ad andare e due a tornare, e qualche EurostarCity che in uno sforzo di marketing si ribattezza «Frecciabianca». Bruttissima sorpresa prenatalizia per i liguri, insomma, che ha mandato su tutte le furie l'assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco: «È un fatto molto grave che nessuno ci abbia avvertito, per questo abbiamo chiesto subito un incontro e spiegazioni dai vertici di Trenitalia». La Regione è pronta a dar battaglia con l’assessore Vesco che mastica amaro nonostante l'evidente soddisfazione, invece, per le novità sul fronte Amt. È stata coinvolta infatti pure la Regione nell'investimento da 16 milioni di euro, in gran parte finanziato dal Ministero dell'Ambiente, per l'acquisto dei nuovi mezzi che, da oggi a marzo, entreranno gradualmente in servizio nel Ponente e in Valbisagno. Si tratta di veicoli a gasolio, trenta da 18 metri e venticinque da 12, che sono nell'aspetto del tutto simili a quelli vecchi ma che, grazie a innovativi motori, sono in grado di ridurre del 99% le emissioni di particolato, abbattendo contemporaneamente dell'85% gli altri inquinanti.