I bus turistici mettono il tetto Troppo vicini alle linee elettriche

I passeggeri rischiano di toccare le filotramvie. Atm contro Penati: autorizzò mezzi non idonei

Gianandrea Zagato

Quando Ken Livingston li ha mandati in pensione, a Londra c’è stata la rivolta contro il sindaco. Per i sudditi della Regina erano e sono un simbolo al pari del Big Ben, dei taxi neri e di Buckingham Palace. Difficile persuadere i nostalgici dei Routemaster della «pericolosità» e «inefficienza» dei caratteristici bus rossi a due piani denunciata dal primo cittadino.
Più facile però convincere i magistrati del Tar milanese chiamati in causa dall’azienda tramviaria milanese contro la Provincia di Milano che il 24 febbraio ha autorizzato tramite il direttore del sistema trasporti Mario Belloni la circolazione in città di bus turistici a due piani. Servizio nelle strade del capoluogo lombardo e alla scoperta dei monumenti cittadini: settantacinque minuti o poco più in tour, con la possibilità di accedere al piano superiore del bus che è «la vera attrazione» del servizio. Tutto bene se non ci fosse un dettaglio di troppo: il transito dei bus avviene sotto le linee elettriche filotramviarie che, a Milano, sono «posizionate a cinque metri e sessanta centimetri da terra» e, attenzione, sono «caratterizzate da una tensione pari a 650 vcc permanentemente alimentata». Come dire: o i passeggeri posti al piano superiore del bus restano seduti al loro posto oppure se si alzano «evenienza fuori discussione» per scattare una fotografia o per ammirare meglio un particolare architettonico, be’ rischiano un «contatto con la fonte di elettricità da 650 vcc».
Dettagli non da poco che, secondo i legali dell’azienda tramviaria milanese, avrebbero dovuto suggerire all’amministrazione provinciale guidata da Filippo Penati di «porre in essere un’adeguata attività istruttoria, verificando puntualmente il rispetto di tutte le normative vigenti in materia di sicurezza» e, attenzione, «avrebbero dovuto indurre l’ente provinciale a non rilasciare l’autorizzazione, dal momento che il servizio viene svolto mediante mezzi non in grado di garantire la sicurezza dei passeggeri».
E mentre la società che organizza il tour meneghino ha provveduto a coprire il secondo piano del bus, Gianfranco De Nicola (An) reclama un intervento «sanzionatorio» di Penati «nei confronti di quei dirigenti della sua amministrazione che hanno dato prova di non rispettare le leggi: fatto non sorprendente all’assessorato Trasporti dove, tra l’altro, si reclama a parole il potenziamento del servizio pubblico ma poi nei fatti non si fa nulla per offrirlo».