I californiani Lagwagon al Rolling

Un punk-rock malinconico

Luca Testoni

Tornati in azione poco più di tre anni fa, i Lagwagon, nome di riferimento della scena punk melodica californiana anni Novanta, si esibiscono questa sera al Rolling Stone di corso XXII Marzo 32 (dalle 20.30, ingresso 18.30). A supportarli A Wilhelm Scream e Me For Rent.
Originario di Santa Barbara, lo storico quintetto capitanato dall’estroso Joey Cape, risulta operativo dal lontano 1988.
Il punk orecchiabile e d’impatto dei Lagwagon è una miscela contagiosa di pop e hardcore, con liriche che affrontano una vasta gamma di argomenti personali.
Veloci, rumorosi e incalzanti come sono, i nostri - giusto per citare qualche illustre compagno di strada - si trovano decisamente più a loro agio in territori sonori affini a NoFx e Pennywise che non in quelli frequentati da star del calibro di Offspring e Green Day.
Inutile sottolineare come gli ormai ex ragazzi del Pacifico si sono assicurati un discreto seguito in tutto il mondo grazie alla propria incessante attività live. Live febbrili e tiratissimi, per la precisione. Dalla loro anche un altro dato particolarmente significativo: un milione di album venduti. A suo modo un piccolo record, visto e considerato che i Lagwagon sono sempre rimasti fedeli alle etichette indipendenti, evitando da sempre l’abbraccio delle major del disco.
Risale a pochi mesi fa l’ultimo album, Resolve il titolo, per forza di cose segnato dalla tragedia che ha colpito la band californiana: il suicidio - nel marzo del 2005 - dell’ex batterista Derrick Plourde. «Le nuove canzoni sono state scritte in meno di due settimane. È stato dolorosissimo, ma a conti fatti molto semplice, perché ero totalmente ispirato», ha dichiarato di recente Joey Cape, voce, principale autore, nonché leader del quintetto. Quest’ultimo salirà sul palco del Rolling Stone assieme ai chitarristi Chris Rest e Chris Flippin, al batterista Dave e al bassista Jesse.
Musicalmente parlando, Resolve (uscito per conto della Fat Wreck, label storica dell’hardcore melodico) si è concretizzato in un deciso ritorno alle origini. Al pop-punk melodico che aveva posto all’attenzione generale i Lagwagon fin dai primissimi anni Novanta. Un punk, date le circostanze, indubbiamente più malinconico e riflessivo del solito, ma non per questo meno godibile.