I camalli scaricano i giudici che indagano il loro capo

La vendetta è un piatto che si mangia freddo. E Ciriaco De Mita sa attendere. Il fatto che il «re» di Nusco non abbia digerito il veto posto da Veltroni al suo inserimento nelle liste del Pd per le Politiche è noto. Ma finalmente la «sua» Avellino gli ha dato l’opportunità di ricambiare la scortesia. Il Consiglio provinciale della cittadina campana andrà a casa con nove mesi di anticipo, insieme con la sua presidente Pd, Alberta De Simone. Motivo? Si sono dimessi i consiglieri d’opposizione. Da soli Pdl e Udc (dieci in tutto) non ce l’avrebbero fatta. Ma provvidenzialmente alla truppa dei dimissionari si sono aggiunti altri sette consiglieri ex Margherita, tutti vicini a De Mita. Un caso? Sarà. Ma come dice un altro grande democristiano, il senatore Giulio Andreotti, «a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca...».