Per i camorristi stipendi da 15mila euro al mese

Sequestrati i pc di un clan con l’elenco delle retribuzioni. Il minimo è 2mila euro, ma ci sono i premi legati alla produttività

Marcianise (Caserta) - Ai suoi dipendenti, la premiata azienda «Belforte camorra spa», non faceva mancare nulla. Lo stipendio a fine mese, lo straordinario, il premio di produzione una tantum e, nel caso di una disavventura (vedi arresto), un contributo mensile alla sua famiglia. Entrate e uscite del clan Belforte, attivo a Marcianise, ex roccaforte dei cutoliani, erano registrate in una pen drive, una memoria esterna, sequestrata lo scorso mese di gennaio dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta, in casa di un camorrista, Bruno Buttone, uno degli uomini più potenti della cosca, impegnata in tutti i settori della criminalità economica: estorsioni, droga, usura.

Ed è nata proprio da quell'oggettino elettronico l'indagine che all'alba di ieri ha portato in carcere dieci persone (alcune erano già detenute), tra le quali in nome delle pari opportunità - quattro donne, le mogli dei boss o semplici manovali del crimine.
Nella «pennina» c'erano tutti i segreti del «ramo» aziendale relativo alle estorsioni del clan. Duecentocinquanta vittime, tra negozianti e imprenditori edili. I proprietari di un negozio, pagavano tre volte l'anno: a Natale, Pasqua e Ferragosto. Gli imprenditori, qualche volta in più: ad ogni avanzamento dei lavori. I carabinieri hanno ricostruito uno ad uno tutti i ruoli ricoperti dai personaggi elencati nella pen drive. Ad ogni soprannome, corrispondeva un camorrista. Accanto ad ogni soprannome, una cifra, lo stipendio a loro assegnato, in base alla affidabilità, anzianità di servizio e incarico ricoperto.

Tre i livelli retributivi: dai 1500-2000 euro, ai 5-7 mila, fino ai 10-15 mila per i capi. Lo stipendio base, un sogno per milioni di lavoratori italiani che vivono onestamente o per un giovane laureato alla prima esperienza professionale, era riservato agli esattori della cosca e a quelli incaricati di contattare le vittime oppure agli uomini che avevano il ruolo di curare gli spostamenti in auto dei latitanti. Il livello medio alto, 5-7 mila euro, era per i capizona e i loro vice, ruoli di comando, nell'ambito del clan. Infine, il livello dirigenziale, da capitano d'industria, riservato gente tipo Buttone e i capicosca, Salvatore e Domenico Belforte, e alle loro mogli, spietate e decisioniste, come si pensava, solo un uomo fosse in grado di essere.
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