I campioni di Ducati fanno sognare 40 piccoli pazienti

nostro inviato a Bologna

Quaranta bambini sogneranno oggi di essere al Mugello. Con la fantasia sfioreranno l’asfalto delle piste, affronteranno le curve, si batteranno nel riuscire a superare i campioni, si sentiranno invincibili. Questi bambini hanno visitato nei giorni scorsi a Bologna il museo e la fabbrica della Ducati dove si producono ogni anno oltre 35mila moto ammirate e vendute in 60 diversi Paesi. Hanno parlato con campioni come Loris Capirossi e l’australiano Casey Stoner che a 22 anni si è già affermato sulle piste di mezzo mondo. Li abbiamo osservati mentre facevano domande ai campioni, scherzavano, sorridevano.
L’incontro alla Ducati è stato organizzato da Alessandro e Federica Arcidiacono, il papà di Arturo. Un pullman ha trasportato bambini e accompagnatori da Milano a Bologna: sono partiti da via Venezian, dove sono in cura all’Istituto nazionale dei tumori perché devono vince la battaglia contro linfomi, neuroblastomi, sarcomi e gli altri tumori che colpiscono bambini di pochi anni e adolescenti. Arcidiacono, supportato dalla dottoressa Maura Massimo, ha lottata e ora, mentre accarezza la testa di Arturo di 5 anni, dice: «La speranza alimenta il nostro futuro». La vita di Arcidiacono è cambiata: dal 19 giugno del 2006 (ultimo giorno di chemioterapia al figlio). Ora organizza iniziative, come volontario del Servizio assistenza bambini, sezione milanese, della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Si vuol donare a questi bimbi un sorriso, per loro sorridere può essere difficile. Nobel Biocare, l’azienda svedese leader mondiale nell’implantologia dentale, supporta questa iniziativa all’insegna del suo slogan «Nel mondo tutti devono poter sorridere». In Italia ogni anno si ammalano di tumori solidi 1.300 bambini. A Bologna sono stati accompagnati da un angelo che li protegge, così è stata definita Franca Fossati Bellani, l’oncologo medico che dirige il dipartimento di Oncologia pediatrica dell’Istituto nazionale dei tumori: non solo combatte la malattia, ma condivide accanto al paziente il dolore, le riflessioni, lo sconforto, le complicanze, le emozioni, che rischiano di travolgere ogni argine. Guardiamo con lei i bambini che si stanno preparando a visitare la fabbrica. «La guarigione – ci dice - oggi è possibile nei due terzi dei pazienti pediatrici con neoplasie. Alcuni dei bimbi che ho curato sono medici, altri, come Sara, sono mamme».
I nuovi approcci chirurgici, le innovazioni tecniche radioterapiche, l’applicazione di innovativi protocolli hanno migliorato i risultati in modo sorprendente. Osserviamo una bimba con un bicchiere riempito di patatine, un biondino che guarda sognante il modellino di una moto Ducati che Capirossi gli ha donato. Una mamma con un ragazzino di 12 anni. Voleva portare a Bologna per la visita alla Ducati il suo secondogenito di cinque. Ma lui se ne andato in cielo. Lei è venuta con il fratello maggiore.