I Campioni Iveco entrano in gioco a Torino 2006

Piero Evangelisti

Dopo mesi, settimane e giorni, il «count-down» che porta a Torino 2006 comincia a registrare le ore. E «i Campioni Iveco entrano in gioco» (claim del marchio) in maniera visibile per il grande pubblico, indispensabili come supporto logistico delle settimane olimpiche, dopo essere stati protagonisti, per anni, nella realizzazione di tutte le opere necessarie allo svolgimento dell’Olimpiade invernale, da stadi, arene, piste di pattinaggio e discese di bob, fino alla costruzione di decisivi snodi stradali che consentiranno a quasi 2 milioni di persone di raggiungere agevolmente, nelle due settimane dei Giochi, le località dove si svolgono le gare. È un ruolo che va ben oltre la sponsorizzazione complessiva dell’evento decisa dal gruppo Fiat, che premia l’impegno di Gianni Agnelli nel portare a Torino la manifestazione.
Una «sponsorship» a 360°, che vale 40 milioni per il Lingotto, distribuiti in decine di attività di supporto e non soltanto nell’applicazione di marchi in trailer televisivi, scenari di interviste o striscioni di benvenuto. Per Iveco saranno protagonisti (dopo il lavoro svolto dai grandi Stralis) i lussuosi autobus Granturismo Domino HDH prodotti da Irisbus che, insieme ai minibus Iveco, saranno presenti in oltre 1.200 unità.
Domino HDH, prodotto in serie limitata per le Olimpiadi, è un pullman studiato per i grandi tour ed è dotato di tutte quelle funzionalità che rendono estremamente gradevole e conviviale il viaggio, un veicolo oltretutto prenotato anche dagli altri sponsor in 140 unità per trasportare i loro ospiti.
Per Irisbus l’Olimpiade diventa quindi una vetrina per sottolineare ancora una volta la carica innovativa dei suoi prodotti, progettati e realizzati per offrire una mobilità sicura e rispettosa dell’ambiente, sulle tratte corte così come su quelle del turismo europeo. Il coinvolgimento di Iveco si concretizza anche nel trasporto urbano, perché a Torino, capitale dei Giochi, non si scia (ed è stato così anche in precedenti edizioni, come Innsbruck), ma qui hanno sede tutte le strutture fondamentali, come il villaggio olimpico o il centro stampa, senza dimenticare tutti gli appassionati che raggiungeranno il capoluogo piemontese per poi trasferirsi alle sedi delle varie discipline olimpiche, dal fondo allo slalom, dal trampolino fino al pattinaggio e all’impervio sci di fondo.
Troviamo allora un altro protagonista, il Cityclass E4 Gtt (sigla che identifica la azienda municipalizzata per i trasporti di Torino), autobus urbano mosso da un propulsore che utilizza gas metano, equipaggiato del sistema SCR (trasforma gli ossidi di azoto allo scarico in vapore acqueo), che trasferirà gli ospiti attraverso l’area urbana torinese. Alla vigilia della ventesima Olimpiade invernale, sicuro palcoscenico mediatico per miliardi di persone, sia per le presenze degli spettatori, sia per i report quotidiani dei quasi 10mila giornalisti presenti, Iveco è già concentrata anche sui Giochi Paralimpici Invernali che si svolgeranno nelle settimane successive a quelli tradizionali. Non importa l’interesse commerciale degli sponsor, si va oltre la multiculturalità, il rispetto degli avversari, l’accettazione della sfida, l’ambizione di essere primo e la determinazione, principi decoubertiniani peraltro perfettamente condivisi da Iveco, per lasciare spazio a significati più profondi che lo sport non sempre porta in superficie. In questo caso il classico impegno di Iveco come sponsor perde il suo spessore «commerciale», di marketing, per assumerne uno, ben più consistente, di appoggio a persone che diventano, per il loro impegno e la loro forza, assolutamente speciali. La realizzazione, da parte di Iveco, di veicoli speciali per questo evento, mira infatti alla produzione di serie di un numero sempre maggiore di automezzi predisposti per i portatori di handicap, un messaggio indirizzato a tutte le municipalità, impegnate, non sempre con risultati brillanti, nell’abbattimento delle barriere architettoniche. È la conferma che lo sport può dare un contributo decisivo ad una mobilità sempre più corretta.