I campioni nel razzolare male Lotta per l’interinale, poi caccialo

SINDACATI Un sondaggio rivela: a circa la metà dei sindacalisti i dipendenti a termine non interessano

Alcune figure fuori luogo, ieri pomeriggio, nell’area del Porto Antico di Genova. In mezzo a tanti ragazzi festanti radunatisi per l’«Mtv-day», il megaconcerto annuale organizzato dal canale «all music», un gruppetto di giovani distribuisce volantini. Hanno le facce tese, stringono i pugni quando passano davanti ai banchetti di «Tocca a noi», il progetto di sensibilizzazione lanciato dell’emittente per avvicinare i teenager alla vita politica. Sono arrabbiati. Perché mentre Mtv arringa i ragazzini parlando del diritto di «trovare un lavoro pagato decentemente, che ti consenta di non dipendere più dalla tua famiglia» loro, i ragazzi arrabbiati, il lavoro lo stanno per perdere. Sono i precari di Mtv. «L’ipocrisia di questa manifestazione è assurda - dichiara Alessandro Spadavecchia, rappresentante sindacale -. Un centinaio di persone da qui a gennaio perderà il posto, dopo anni di attività nell’azienda. C’è chi sarà lasciato a casa dopo otto anni di lavoro e 36 contratti a tempo determinato uno in fila all’altro. E non si tratta di ridimensionamenti obbligati - sottolinea - visto che per settantadue di queste persone il lavoro ci sarebbe. Infatti da fine luglio Mtv ha assunto, sempre a termine, circa quaranta rimpiazzi. Mandano via i precari per prendere altri precari. E poi dobbiamo anche assistere a queste farse».
Non che le pratiche messe in campo da Mtv siano illegali; sono spietate, ma legittime. Ma dov’è l’opportunità di allestire il teatrino di una campagna «pro lavoratori giovani» in queste condizioni? È il vecchio predicare bene e razzolare male. Di cui gli esempi non mancano: nel marzo scorso la Indesit di None (Torino) annunciava il taglio di 600 persone, decidendo di mantenere attivo il polo di Radomsko (Polonia) per motivi di «competitività internazionale». Nel consiglio di amministrazione della Indesit sedeva Maria Paola Merloni, figlia del presidente dell’azienda Vittorio e deputata Pd. Mentre il suo leader Franceschini cercava di far passare l’idea di un «assegno mensile di disoccupazione», la deputata annunciava tagli massicci in Italia a favore dei più convenienti stabilimenti polacchi. Grazie anche alla levata di scudi che ha suscitato l’annuncio lo stabilimento si è salvato. Neanche un mese dopo il «primo tesserato Pd», Carlo De Benedetti, licenziava - e questa volta niente lieto fine - 29 dipendenti del canale tv All Music. A nulla sono valsi appelli e manifestazioni. I lavoratori lasciati a casa hanno sintetizzato così il loro destino: «Siamo 29 sfigati, non facciamo notizia». Si consolino. Non hanno fatto troppo rumore neanche i 230 dipendenti della Sogefi Filtration Spa che l’Ingegnere ha chiuso a fine aprile. Ma il 21 luglio scorso, intervenendo al forum di «Symbola di Montefalco» l’Ingegnere, questa volta con ampia copertura da parte del suo giornale La Repubblica, ha criticato gli «imprenditori che pensano di risolvere le cose mettendo le pezze». Già, niente pezze. Meglio tagliare e basta. E ora circolano voci su futuri «arrivederci e grazie» per una decina di precari di Kataweb, il portale del Gruppo L’Espresso. C’è poi chi dovrebbe occuparsi per mestiere della tutela dei lavoratori, soprattutto dei precari, i più deboli. Ma di loro i sindacati italiani si preoccupano davvero? Nel libro L’altra casta. L’inchiesta sul sindacato (Bompiani) Stefano Livadiotti racconta che un sondaggio interno, condotto fra 728 sindacalisti e delegati, ha rivelato che «il 42,7 per cento dichiara di considerare della minima importanza la lotta alla precarietà». «Numeri e verità davvero imbarazzanti», scrive Livadiotti. L’abisso esistente fra sindacati e giovani precari è evidenziato dal numero di iscritti: «Le statistiche ufficiali parlano di 2 milioni e 719mila lavoratori a tempo determinato, che per la gran parte sono appunto giovani \ - scrive ancora Livadiotti -. La sigla creata dalla Cgil per rappresentarli, il Nidil, nel 2005 contava 22.320 iscritti. Era dunque riuscita a catturarne uno ogni 99».