I candidati che sanno dire grazie

Dalla Vincenzi a Biasotti ecco i manifesti del «dopo voto»

Grazie, prego, scusi, tornerò. Gli elettori sono certi che i candidati sapranno mantenere almeno l'ultima promessa, non appena ci sarà l'occasione di riaprire le urne. Lo «scusi», magari per il disturbo arrecato sotto ogni tergicristallo o in tutte le caselle di posta (cartacea o elettronica ormai non c'è più differenza) lo hanno detto davvero in pochi. Un «prego» è al limite scappato a qualche cittadino che ha visto i rari manifesti comparsi sui muri dopo le elezioni.
I Ds, ad esempio, avevano poco da ringraziare, relegati per la prima volta a essere il terzo partito del consiglio comunale di Genova. Loro che erano sempre stati, come gli ex sovietici dello sport, abituati a non avere rivali nel medagliere di Tursi. E infatti i ringraziamenti li ha fatti Marta Vincenzi, che pure ha preferito non metterci la faccia, forse temendo di tradire un sorriso un po' stiracchiato come la sua vittoria. E che ha scelto una veste grafica differente da quella della sua campagna da sindaca e più simile a quella dei manifesti fatti in un secondo tempo, per la forzata mobilitazione generale a favore del presidente della Provincia costretto al ballottaggio. Già, Alessandro Repetto. Chi l'ha più visto? Sui muri, s'intende. Dopo la fifa blu per il rischio di disfatta, non ha ancora ringraziato gli elettori che gli hanno evitato di essere guardato male da tutto quel pezzo d'Italia che trepidava per la caduta della Lanterna rossa.
Chi ha vinto, anzi ha stravinto, è certo Sandro Biasotti, che non volendo sembrare maleducato, ha anche sottolineato con i suoi manifesti di ringraziamento in tutti i possibili formati, il «più 7.3 per cento» ottenuto (geniale, il riferimento alla crescita percentuale visto che partiva da zero) e gli oltre 21mila elettori che l'hanno sostenuto. E che forse hanno avuto solo un momentaneo tuffo al cuore, vedendo che l'arancione-Biasotti aveva assunto subito dopo il voto una sfumatura un po' troppo tendente al rosso. Scherzi del diavoletto della tipografia, visto che tutti gli uomini dell'ex presidente hanno già abbondantemente dimostrato di che intenzioni sono armati nell'affrontare il loro compito di oppositori.
Forza Italia anche ha vinto. E qualche ringraziamento qua e là, soprattutto in periferia, soprattutto nel Tigullio, si è visto. Tra i candidati, qualcuno ha affidato le sue parole di riconoscenza verso gli elettori alle pagine del Giornale. Paolo Bianchini, eletto in Provincia, e Matteo Campora, neo consigliere comunale, si sono fatti «risentire» dopo il voto. Così come uno spazio a pagamento sul Giornale lo ha acquistato Fabio Orengo, An, il consigliere più votato della circoscrizione Medio Levante. Certo, An come partito, è un altro di quelli che non ha certo brillato, perdendo un seggio in Provincia e mantenendo a fatica i tre che aveva a palazzo Tursi. Ma proprio il neo capogruppo in Comune, Aldo Praticò, ha avuto un ottimo successo personale e nei giorni scorsi è comparso sui muri della città, elegantissimo e con un sorriso smagliante, per ringraziare della fiducia. Se in effetti quando si vince è più facile apparire sorridenti e ringraziare comunque, a giudicare dal numero di manifesti post elettorali si direbbe che hanno perso quasi tutti. Ma siccome Genova e la sua provincia sono sono molto grandi, sicuramente qualche ringraziamento è sfuggito. Si può sempre riparare.