I candidati dell’Unione continuano a litigare

Fo ribadisce: mi cancellano. Da Milly e Ferrante attacchi a Letizia Moratti

Natale pieno di nervosismi per i candidati a sindaco del centrosinistra. In disaccordo tra di loro ma con il comune obiettivo di attaccare Letizia Moratti, la candidata scelta dall’intero centrodestra per Palazzo Marino. Nemmeno il clima della vigilia rasserena Bruno Ferrante. E anzi l’ex prefetto risponde al fair play della sua avversaria con un attacco ben poco galante. Secondo lui, le foto della campagna elettorale di Letizia Moratti la riprendono «quando era giovanissima» e quindi ne danno un’immagine «evidentemente falsa». Un attacco al quale ha risposto il capogruppo azzurro in consiglio comunale, Manfredi Palmeri: «Abbiamo trovato di cattivo gusto il commento formulato dall'aspirante candidato della sinistra Bruno Ferrante. Avremmo voluto non seguirlo su questa strada, purtroppo siamo costretti a sottolineare come molti milanesi stiano apprezzando la forma e la sostanza di una gentil donna, al contrario non stiano valutando positivamente l'approccio di Ferrante, che si sta dimostrando molto ufficiale e poco gentiluomo».
La critica di Ferrante è arrivata il 24 dicembre durante una trasmissione su Radio Popolare alla quale hanno partecipato i candidati alle primarie dell’Unione. «Non possiamo - ha detto ancora Ferrante - dare ai cittadini delle immagini false e la rappresentazione visiva di Letizia Moratti giovanissima è evidentemente falsa». Un concetto condiviso dal premio Nobel Dario Fo: «Quasi quasi ci metto anch’io una foto di quando avevo 18 anni...».
E anche Milly Moratti, in corsa per le primarie, ha criticato le scelte della cognata Letizia. «Non è vero ciò che si comunica - ha affermato Milly Moratti ai microfoni di Radio Popolare - che il primo giorno il sito abbia registrato 100mila accessi (come ha comunicato il comitato che sostiene Letizia Moratti, ndr). È impossibile, perché quando Ronaldo si fece male a Parigi il sito dell'Inter ebbe 40mila contatti, da tutto il mondo».
In tutto ciò, però, gli attacchi più violenti sono interni alla sinistra e arrivano da Dario Fo. Il Nobel torna a criticare il sistema che fa scomparire dalle cronache tre dei candidati a vantaggio dell'ex prefetto Bruno Ferrante. Già alcuni giorni fa aveva attaccato Ds e Margherita, colpevoli, a suo avviso, di fare pressioni sui giornali. E ha ribadito le sue accuse: «Dobbiamo sopportare una prepotenza sul piano formale e dello stile». Nonostante le denunce, ha aggiunto infatti Fo, «la tv ha ribadito la stessa chiave, cioè ci ha cancellati» e a questo punto è meglio «non parlarne più. Dobbiamo sopportare una prepotenza: accettiamola. Ormai non c’è niente da fare. Altrimenti diventiamo noiosi. Chi si lamenta, poi diventa antipatico».