Tra i candidati, fondi avvoltoio e signori nessuno

La provocazione di un insegnante d’istituto tecnico: farò l’ad «low cost»

da Milano

Cade dalle nuvole: «Non sapevo di avere un omonimo!». Il Fabio Scaccia al quale tutti i motori di ricerca indirizzano è un imprenditore siciliano, presidente della Confindustria di Catania. I pensieri corrono veloci: che sia in affari con Montezemolo e con Della Valle? Invece egli non c’entra nulla, e, sorridendo sotto i baffi, rinvia alla ricerca del vero manifestatore d’interesse per Alitalia. Aveva ragione chi prevedeva, ancora tempo fa, che il momento delle manifestazioni d’interesse sarebbe stata un’occasione di vetrina pressoché gratuita. Un indizio, poi, indicava Scaccia come un burlone: la sua candidatura è nulla, perché le manifestazioni sono riservate a persone giuridiche, e non fisiche. In serata si è poi appreso che il «provocatore» è un insegnante di materie aeronautiche di Frosinone, autore di un progetto industriale nel quale si candida ad amministratore delegato di Alitalia con lo stesso attuale stipendio di insegnante («low cost»).
Una sorpresa è anche la cordata formata dalla Porcellana Castello di Meldola (Forlì) e dalla controllante finanziaria Capper-No, stesso indirizzo. Non hanno un sito internet, cosa che non è difficile da capire, dando uno sguardo all’età dei soci: tutti sopra i 60 e i 70 anni. Raggiunto al telefono, il vicepresidente della Capper-No, il ragionier Zanelli Mario, classe 1941, dichiara di non aver nulla da dichiarare. E protesta per essere stato disturbato all’ora di cena: «Ore da giornalisti!» borbotta scontroso.
Due, infine, i fondi d’investimento che fanno parte di quella categoria così aggressiva da essere chiamata «fondi avvoltoio». Sono specializzati nell’acquisto di società decotte, talvolta per rimetterle in sesto, spesso per spolparne gli ultimi brandelli. Uno si chiama Matlin Patterson ed è stato fondato nel 2002 negli Stati Uniti. L’altro si chiama Terra Firma, britannico, anch’esso nato cinque anni fa, attivo con investimenti molto diversi, dai cinema agli aeroporti. Mettere «un piede» nella procedura già ieri significava tenersi pronti come veicolo per qualunque altro soggetto rimasto a terra in questa prima fase e intenzionato a fare ingresso successivamente.