I candidati di Scajola conquistano la Casa

(...) a dirsi fermamente intenzionato a dimostrare che «la maggioranza degli italiani» è con il centrodestra e che l’Unione «ormai è minoranza nel Paese», dando ufficialmente il via alla campagna elettorale per le amministrative del 2007. «Ci sarò, ci devo essere, ci voglio essere. Sarò a Genova perchè così li metto in difficoltà, così li spiazziamo visto che noi abbiamo già un candidato e loro ancora no», ha detto ad alcuni parlamentari azzurri, aggiungendo che «occorre non lasciare nulla di intentato». Il leader azzurro pensa a una campagna elettorale in grande stile e per questo scenderà personalmente in campo. A Genova, del resto, persino un sondaggio illustrato da Piero Fassino dice che il risultato non è scontato. E ai candidati genovesi Berlusconi ieri ha dato la sua benedizione: «Per me non è importante il partito, ma il candidato che deve essere il migliore possibile».
Entusiasmo che ieri si è registrato anche alla riunione che ha visto a confronto i vertici regionali e genovesi della Casa delle Libertà, e che infatti è finita con un appello sul sorriso smagliante di Claudio Scajola, che per quattro mesi ha lavorato all’individuazione dei candidati e che ieri ha incassato l’ok convinto di tutti gli alleati: «Per presentare i nostri nomi abbiamo atteso le dispute e i litigi del centrosinistra. Adesso siamo qui a dire che Genova non è solo una cosa della sinistra, e che va consegnata alla sinistra massimalista. Invito tutti i genovesi ad andare a votare queste persone che essendo fuori dai partiti e avendo altissima professionalità possono rappresentare tutti i cittadini». Musso e Oliveri. L’ex ministro oggi presidente del Copaco ne sottolinea il «grandissimo prestigio», evidenzia la possibilità che avranno «di far uscire Genova da questo periodo sonnacchioso e di aiutarla ad affrontare le sfide imposte dalla globalizzazione quale porta dell’Italia e dell’Europa», avverte che «avranno la massima indipendenza nella scelta della squadra».
Sospiro di sollievo. Alla riunione erano arrivate certe facce scure, chi, come Alfio Barbagallo il segretario provinciale di An, determinato a segnalare che «Musso non è un nome noto e si dice sia addirittura legato al centrosinistra», chi come Fabbio Broglia il segretario provinciale dell’Udc deciso a contestare «la scarsa collegialità nella scelta dei nomi». E invece, per dirla con un gongolante Michele Scandroglio coordinatore regionale di Forza Italia: «In due ore abbiamo risolto tutto». Musso di sinistra? «Magari fosse vero - se la rideva per dire Francesco Bruzzone il segretario regionale della Lega Nord -. Per vincere dobbiamo prendere voti anche dall’altra parte. E allora serve uino che faccia colazione all’Arci, non all’Acli». Il metodo accentratore di Scajola? «Capisco le perplessità - ha risposto l’esponente l’azzurro -, ma i candidati non si cercano al mercato: io ho sottoposto due nomi agli alleati, e tutti ne hanno riconosciuto il grande valore». E poi, sdrammatizza: «Musso non solo è un bell’uomo con una bellissima moglie, ma è anche campione di karate», chissà che non aiuti ecco.
Pronti posti via c’è da preparare la campagna elettorale. Oggi i segretari incontreranno i due candidati sul programma, sarà in particolare la Lega Nord a chiedere garanzie: Musso dovrà impegnarsi a dire no alla moschea, al voto agli extracomunitari, alle case popolari ai nomadi. A Oliveri la Lega domanderà di poter scrivere il capitolo del programma sulla caccia.
Ieri al sì ai nomi, anche il senatore Luigi Grillo ha voluto dire il suo convinto da Roma, ha fatto da contraltare il no alla lista unica con capolista Sandro Biasotti proposta da An, che avrebbe trasformato Genova in un laboratorio nazionale. Tutti hanno preso tempo, «è un’ipotesi che richiede un confronto con i vertici nazionali», ma l’Udc si è detta «non favorevole», la Lega ha nicchiato e così l’ipotesi è sfumata: «La lista unica ha senso se mettiamo insieme tutti - ha avvertito infatti Scajola -, altrimenti si creano non aspetti di utilità ma di difficoltà». Non correrà in prima persona quindi Biasotti, cui pure ieri Scajola ha proposto di fare il capolista di Forza Italia: «Abbiamo recuperato un rapporto stretto di collaborazione con Biasotti, abbiamo bisogno della sua esperienza». L’ex governatore ha però declinato l’offerta: «Sono molto gratificato,e avrei certamente fatto il sacrificio di guidare la lista unitaria, ma se corressi con Forza Italia la gente non capirebbe, sembrerebbe che io voglia garantire me stesso, tanto più che ci sarà già la mia lista con il mio nome». L’impegno però, quello è garantito. Come quello dei Riformatori, dei Liberali, della Nuova Dc e anche di Sergio Castellaneta, che ha sciolto Liguria Nuova, ma ieri ha assicurato tutto il proprio sostegno.