I candidati si cercano sotto l’ombrellone

«La presenza forte di Sandro Biasotti non basta a risolvere la carenza cronica di personalità moderate Occorrono esponenti laici»

Giuseppe Damasio, leader di «Momento Liberale» aveva pubblicato un appello a pagamento sul Giornale per cercare un candidato sindaco che lanci la sfida in largo anticipo alla sinistra Ora arrivano le prime adesioni e i commenti positivi.

Dopo l’esperienza, devo confessare non del tutto felice, fatta alle ultime elezioni regionali con Società domani, anche io penso come Beppe Damasio che le ferie estive siano il momento giusto per parlare di candidature e di programmi per non rimanere poi intrappolati in scelte precipitose fatte nell’urgenza delle elezioni.
C’è in primo luogo, ed anche qui concordo con Damasio, la necessità di individuare con un certo anticipo le candidature nell’area dell’opposizione per le prossime elezioni amministrative a Genova.
Una democrazia vive se c’è alternanza.
A Genova, da circa 35 anni, governano ininterrottamente gli stessi partiti e gli stessi uomini. Democrazia vorrebbe che, solo per questo fatto, l’opposizione avesse una possibilità di governare.
Il problema è che l’opposizione non ha uomini. Il governo della città è così «pervasivo» (si veda l’operazione Pittaluga) che fuori dal gioco rimangono solo le persone ideologicamente troppo ingombranti.
In questa situazione, non vedo come la candidatura di Biasotti da sola possa rovesciare la situazione.
Per questo voglio sottoporre ai lettori l’esigenza che mi aveva portato a collaborare alla nascita di Società domani: promuovere la partecipazione e dare rappresentanza politica a chi non vota perché non si riconosce in questi partiti.
Ci sono quattro temi, che da soli fanno un programma di governo, che oggi sembrano estranei a tutte le forze politiche: la laicità dello Stato, la partecipazione dei cittadini, la sostenibilità ambientale e sociale, il progresso scientifico.
Io immangino una terza candidatura, dichiaratamente laica, che potrebbe sparigliare le carte. Dopo quello che è successo durante la campagna elettorale per il referendum sull’abrogazione della legge 40/2004, è necessario che i laici, se ancora esistono, scendano in campo con le proprie bandiere bene esposte e partecipino in prima persona alla vita della città. Siamo o non siamo la città di Mazzini e Garibaldi!
Cordiali saluti.
(Area laica)