I cani che curano i bimbi rischiano di diventare cavie da esperimenti

Dall’oasi felice sulle colline liguri alle gelide gabbie di un laboratorio farmaceutico. La più triste delle storie di Natale quest’anno ha come protagonisti i 270 animali del canile del Pezzino (250 cani e venti gatti), storica struttura che da quarant’anni accoglie i randagi della Provincia spezzina, provenienti da 23 Comuni del territorio. Una storia a cui resta, per fortuna, ancora da scrivere il finale. A sperare nel colpo di scena che porti al lieto fine sono i volontari dell’Associazione Sostenitori Rifugio del Cane, onlus che gestisce il canile da quarant’anni, pagando regolarmente un canone annuale d’affitto al demanio per l’utilizzo dell’area. «Il 5 ottobre scorso il demanio ha emesso il bando per la vendita dell’area scrivendo addirittura che è occupata da un canile senza titolo. Noi, tuttavia, l’abbiamo scoperto soltanto circa un mese dopo - racconta l’avvocato Giulio Tonelli, presidente della onlus - La nostra situazione al contrario non era sconosciuta al demanio, tanto più che la Regione, a risposta di specifiche interpellanze presentate nel 2008 e nel 2009, ha sempre confermato che prima di effettuare qualsiasi vendita, pena l’inattuabilità della stessa, il demanio avrebbe dovuto definire la nostra situazione, individuando un altro proprio bene idoneo per la nostra attività, o trovando altra situazione compatibile e non peggiorativa per gli animali ricoverati». Invece il colpo di scena è arrivato con le prime visite dei potenziali acquirenti. Tra le ipotesi quella di realizzare una struttura turistico-alberghiera. E i cani? A quelli, per il momento, le istituzioni sembrano non pensare. Anche perché i comuni dello Spezzino, escluso il capoluogo, visto che non hanno canili hanno delegato da decenni alla struttura del Pezzino il compito di accogliere gli animali abbandonati. Di qui la delusione di chi al Pezzino ha sempre dato anima e corpo, realizzando progetti di adozione (il 40 per cento degli animali ospitati ritrova famiglia), e salvando migliaia di cani e gatti utilizzandoli in importanti attività di pet teraphy con i bambini. A prendere coscienza del problema sono stati per primi i consiglieri comunali del Pdl. Maria Grazia Frijia, Luigi De Luca e il consigliere di circoscrizione Davide Cappellari che hanno chiesto l’intervento del Comune della Spezia affinché si muova di concerto anche con la Provincia per risolvere il problema. E non condannare questi animali a diventare cavie per l’industria.