I cappuccini traslocano, un convento alla Chiesa Rossa

Al via i lavori per il restauro del complesso di Santa Maria alla Fonte, un’oasi in periferia

Finalmente l’accordo è stato trovato. Dopo anni di trattative, ritardi, aut aut intervallati dagli appelli disperati del Comitato Cascina Chiesa Rossa, che da trent’anni chiede al Comune di recuperare il complesso di via Chiesa Rossa 55, Curia e Palazzo Marino hanno trovato una soluzione, che a settembre verrà formalizzata. Il progetto «Convento in città» che nacque sotto la giunta Albertini, vedrà la luce in autunno. Convento in città è un progetto voluto con forza dal comitato, dal consiglio di zona 5, dal parroco della chiesa del quartiere, Don Giulio Greco che prevede il ritorno dei frati in quello fino al XVIII secolo era un monastero.
Trasloco in vista dunque per i Cappuccini di padre Silvio che già in autunno potrebbero riaprire la chiesa di Santa Maria alla Fonte, che vanta affreschi del 1300 e dell’adiacente canonica per ricreare un piccolo convento aperto al quartiere. L’accordo prevede che la Curia acquisisca un diritto di superficie sull’area di 25 anni, in cambio del restauro, a proprie spese, del rudere adiacente, che i Cappuccini hanno sempre considerato fondamentale per poter svolgere le funzioni di ascolto per il quartiere, attività pastorali e culturali. Nel frattempo, nei circa sei lunghi anni di discussioni, dalle ex stalle è sorta la bellissima biblioteca Chiesa rossa, mentre compie due anni il prolungamento delle linea 2 del metrò fino a piazzale Abbiategrasso. Anche la chiesa e la canonica sono stati recuperate, anche se da un paio d’anni in balia di vandali e writers.
Mentre i frati preparano gli scatoloni, anche se ci vorranno altri anni perché il rudere venga restaurato, l’assessorato al Verde di Palazzo Marino provvederà a ultimare i lavori di sistemazione del parco, per una superficie complessiva di 40mila mq, che circonda il complesso e a recuperare il porticato che dal 1999 attende l’inizio dei lavori. Il porticato, attualmente pericolante ospiterà un piccolo bar proprio perché lo spazio sarà aperto al quartiere all’estrema periferia sud. Obiettivo del progetto, infatti, è quello di restituire sì chiesa, monastero e parco al quartiere cui appartengono, ma anche di farlo rivivere grazie alla preziosa attività del convento, anticipata per il côté culturale, in parte dalla biblioteca.
Il progetto che riguarda, invece, il parco avrà l’obiettivo di ricreare una sorta di «boschetto» e di sistemare la radura e l’orto botanico adiacente, che viene curato con amorevole dedizione dai volontari del comitato.