I carabinieri nella ditta di Stasi Controllati gli orari dell’antifurto

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Verificata la &quot;memoria&quot; dell’allarme. In caserma per un’ora il padre di Alberto
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Garlasco - Il giallo di Garlasco ha conosciuto anche ieri il suo quotidiano sussulto, quando i carabinieri si sono presentati alla ditta di autoricambi di Nicola Stasi, papà di Alberto, 24 anni, indagato per il delitto della fidanzata Chiara Poggi. I militari avrebbero controllato, senza particolari esiti, l’allarme della ditta. Un altro sopralluogo è invece previsto per domani o dopodomani: si tratta di quello dei genitori di Chiara nella loro abitazione per un inventario di abiti e oggetti che potrebbero essere stati usati dall’assassino.
Erano circa le 12.30 quando tre carabinieri in borghese, tra cui il capitano della compagnia di Vigevano Gennaro Cassese, si sono presentati nella ditta di papà Nicola in via Trania. Le prime informazioni parlavano di una perquisizione terminata con l’uscita dei militari con due borsoni. La notizia è stata poi ridimensionata dagli stessi investigatori che hanno precisato come il controllo fosse limitato alla centralina dell’allarme.

Facile immaginare cosa volessero verificare gli inquirenti, e cioè se l’allarme fosse stato disattivato lunedì 13 agosto, intorno alle 9.10, quando cioé Chiara Poggi, 26 anni, fu uccisa con dieci colpi inferti con un corpo contundente, mai identificato né tanto meno trovato. Tra le ipotesi dunque che il ragazzo si sia recato nell’officina del padre per «armarsi». E magari anche di dotarsi di qualche abito di lavoro, forse una tuta, per coprirsi durante la «mattanza» e non uscire poi coperto di sangue.

Per evitare di buttare tutto all’aria, i carabinieri si sono limitati a controllare solo l’allarme, poiché la ditta era chiusa in quei giorni. La visita è durata pochi minuti, tanto da far ritenere che il controllo non abbia dato alcun esito. Nicola Stasi ha poi seguito i militari alla caserma di Garlasco per le solite procedure burocratiche, uscendo dopo circa un’ora. Mentre in serata padre e figlio si sono invece spostati in via Manin a Milano, dove ha sede lo studio dell’avvocato Angelo Giarda, uno dei sui legali.

Smentita la voce di una fuga di Alberto Stasi da alcuni parenti nelle Marche o a Spotorno, in Liguria, dove i suoi genitori hanno una casa. Il ragazzo, infatti, ieri sera era a Milano, nello studio di via Manin dell’avvocato Angelo Giarda. Il ventiquattrenne, maglioncino rosso e jeans scuri, era in compagnia del padre Nicola.