I Carc: Stato e Br hanno gli stessi diritti

Levoni, lei conosceva alcune delle persone che sono state arrestate?
Sì, alcune delle persone le conoscevo».
È per questo che i Carc hanno diffuso sul sito internet un comunicato in cui si esprime «solidarietà ai compagni inquisiti e arrestati»?
«No, non perché li conosciamo personalmente. La nostra solidarietà va anche a tutti quei compagni che non si conoscono ma che lottano per cambiare la società».
Ma perché avete fatto un comunicato?

«C'è un clima persecutorio e intimidatorio che mira a colpire chiunque esprima il suo parere su quello che sta accadendo. Queste quattro persone sono state arrestate perché avevano affisso dei volantini. Quindi è a rischio anche fare un'intervista come questa».
Be', a rischio no, perché qui possiamo dire quello che pensiamo.
«Si sta cercando di mettere in piedi un clima d'intimidazione e terrorismo verso la manifestazione che si dovrà tenere a Vicenza sabato prossimo. È il tentativo di trasformare la manifestazione come quelle di Napoli e Genova del 2001».
Cosa vuol dire «appoggiare la resistenza»?
«Vuol dire sostenere quei lavoratori, quegli elementi delle masse popolari che lottano per difendere i loro diritti, le condizioni di lavoro e di vita. Lottano contro una società che taglia salario e pensioni».
Anche le Nuove Br fanno parte di questa resistenza?
«Le Nuove Br sicuramente, come anche tante altre organizzazioni, singoli compagni, lavoratori e comunisti, sia nel nostro Paese come in altri Paesi, fanno parte della resistenza».
Durante una trasmissione radiofonica, a proposito di guerra, lei ha detto: «Uno Stato che bombarda e usa le armi non ha diritto di difendersi da chi vuole fare attentati».
«No, non ho detto questo».
È registrato.
«Sì, è registrato, ma non ho detto questo. Mi è stato chiesto se uno Stato non abbia il diritto di difendersi e io ho risposto che uno Stato che massacra milioni di persone in tutto il mondo non ha nessun diritto».
Quindi uno Stato come il nostro, come l'Italia, non ha diritto di difendersi?
«Esattamente. O, quanto meno, ha lo stesso diritto che hanno tutti coloro che lottano per cambiarlo».
Voi parlate di «borghesia imperialista». Secondo voi è giusto usare i mitra, come dicono le Br, contro questa borghesia imperialista?
«Noi crediamo che la storia delle masse popolari insegni quali siano le forme e i mezzi per lottare. La storia ci ha insegnato che nella Resistenza i partigiani hanno combattuto contro il fascismo, hanno vinto e hanno fatto bene a fare questo e sono stati anche insigniti delle medaglie».
Ma secondo lei in Italia oggi c'è il fascismo?
«Siamo in una situazione in cui si tende a tornare verso quel tipo di realtà anche se con forme diverse e aggiornate».
Quanti sono gli appartenenti al Carc?
«Sono centinaia di compagni in tutta Italia con i quali collaborano alcune migliaia di persone».
Lei fa parte della direzione nazionale dei Carc.
«Sì».
Voi vi siete divisi diverse volte. Il vostro fondatore, Maj, ha lanciato addirittura alcuni messaggi di sostegno al terrorismo in qualche caso.
«No, questo non ci risulta. Il nostro fondatore, Giuseppe Maj, nel '99 uscì dai Carc per fondare la commissione provvisoria per la ricostruzione del Partito comunista».
Ma voi siete vicini alle Br?
«Le Br, per quanto ci risulta, non ci sono più».
E le persone ammazzate?
«Sono morte».

(ha collaborato Valerio Barghini)