I carri funebri trasportavano la droga

da Palermo

Il mezzo di trasporto, obiettivamente, era ingegnoso. Quale agente fermerebbe mai un carro funebre, magari con tanto di cassa da morto all'interno, per un controllo antidroga? Nessuno, vuoi per scaramanzia, vuoi per rispetto del caro estinto. Eppure, proprio su carri funebri, in più di un'occasione, hanno viaggiato i carichi di morte fatti di hashish, marijuana e cocaina di due bande di trafficanti di droga palermitani. Due bande ben organizzate, sgominate ieri dai carabinieri di Monreale con un blitz che ha portato all'arresto di 18 persone e all'emissione di vari provvedimenti che, in totale, riguardano 24 persone. Sequestrati, inoltre, oltre 240 chili di stupefacenti, nell'ambito delle oltre cento perquisizioni effettuate.
Un'indagine complessa, quella dell'Arma, partita due anni fa dalla denuncia di alcuni genitori, approdata nel settembre del 2004 ad alcuni arresti e culminata adesso, dopo pedinamenti ed intercettazioni, all'azzeramento di entrambe le bande. Praticamente impossibile quantificare l'esatta quantità di stupefacenti trattata e il guadagno economico ottenuto dal traffico. In media, ogni «viaggio» comportava un investimento di 40mila euro. «Un traffico colossale», sottolineano gli inquirenti che sono certi che nel traffico sia in qualche modo coinvolta anche Cosa nostra.