I Casalesi in ginocchio, arrestato il boss Caterino il numero due del clan

Il boss Mario Caterino è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Caserta. Considerato il numero due dei Casalesi, era ricercato da tre anni

Il boss latitante Mario Caterino, considerato il numero 2 del clan camorristico dei ’casalesì, è stato arrestato poco fa in un’abitazione di Casal di Principe dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta coordinati dai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Raffaello Falcone della Dda. Era ricercato da circa tre anni.

Camicia azzurra, occhiali color oro, dimagrito e invecchiato: è apparso così Mario Caterino, considerato il numero due del Casalesi e catturato questa mattina dalla polizia a Casal di Principe nel casertano. Al suo arrivo alla Questura di Caserta i poliziotti, alcuni dei quali ancora con il ’mefistò sul volto hanno festeggiato la cattura del latitante, mentre quello che viene ritenuto il braccio destro di Francesco Schiavone-Sandokan non ha mai abbassato lo sguardo, ma anzi sorriso e mimato un applauso rivolgendosi a telecamere e fotografi. Secondo quanto si è appreso Mario Caterino non si è opposto all’arresto quando è stato sorpreso mentre passeggiava nel cortile dell’abitazione in via Toscanini a Casal di Principe dov’è stato sorpreso. Si è lasciato ammanettare e ha detto poche parole: «Prima o poi doveva succedere». Il 53enne si suppone stesse in quella casa da pochi giorni e quel rifugio sarebbe stato adoperato soltanto per poco. Come tutti i veri e propri boss, Caterino non si era mai allontanato da quella che viene ritenuta la roccaforte del clan, sfidando le forze dell’ordine e soprattutto la polizia che a poca distanza ha una sede distaccata della Squadra mobile. Ad ospitarlo un muratore incensurato, Crescenzo Della Corte, che è stato arrestato. Nel corso della perquisizione all’interno dell’appartamento non sono stati trovati né armi né documenti. Caterino era inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia ed era ricercato per una condanna all’ergastolo. Le sue tracce si erano perse nel 2005. 

Era considerato un ’super killer’ del clan dei Casalesi Mario Caterino, detto ’a bottà, arrestato dalla squadra mobile di Caserta, dai poliziotti di Napoli e dello Sco. Caterino era ritenuto fino ad oggi il numero due del clan dopo Michele Zagaria, primula rossa dell’organizzazione criminale e latitante da 16 anni. Braccio destro del capo del clan di Francesco Schiavone, Caterino era ricercato dal 2005, dopo essere stato condannato all’ergastolo, nell’ambito del processo Spartacus, per omicidio e associazione per delinquere di tipo mafioso. Il boss, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità, è nato il 14 giugno del 1957 a Casal di Principe (Caserta). Non aveva lasciato neppure durante la latitanza la sua città: proprio a Casal di Principe, infatti, è stato arrestato dagli agenti.