I cattolici «cattivi» secondo don Farinella

«Falsi e faziosi» accusa il sacerdote Poi scambia Lourdes con il Liechtenstein

È un don Paolo Farinella dai toni forti, fin anche aggressivi, quello che ci contatta per esprimere tutta la sua contrarietà verso il Giornale e l'articolo su di lui pubblicato la scorsa domenica. «Ho mandato una lettera alla redazione, spero mi venga pubblicata (volentieri se solo fosse arrivata ndr), avete scritto un articolo in cui voi avete in testa le vostre idee e rigirate i fatti a vostro modo. Cose assurde: mi mischiate con la vicenda dei conti in Liechtenstein. Ma che centra con me, me lo spiegate?».
Veramente si trattava di don Lorenzo Nanni... Ha letto bene l'articolo?
«Avete mischiato le due cose. Sembrava che fossi io quello incriminato... e figuriamoci poi se la gente di Davagna ha detto le cose che avete riportato su di me!».
Chieda alla gente. Hanno detto solo che con don Lorenzo hanno una vita più tranquilla, senza sacerdoti che sparino a zero dal Papa in giù e che non pubblichino lettere a firma della Madonna di Lourdes... A proposito, su quella che ci dice?
«Non ho nulla da dire, quel che avevo da dire l'ho detto. Non sono io quello non cattolico, io sono prete, siete voi che siete faziosi e non so come facciate a dirvi cattolici. Ci scommetto che per scrivere l'articolo nemmeno vi siete mossi dalla scrivania».
Tutto il contrario. Personalmente ho un ottimo rapporto tanto col Cardinale quanto con i suoi collaboratori e mi spiace che lei pensi che noi non siamo dei buoni cattolici solo perché abbiamo cercato di documentare i fatti. Ma Lei che vuole rettificare?

«Che non centro nulla col Liechtenstein...».
Nessuno hai mai scritto il contrario...
«E che col cardinale ho un ottimo rapporto. Se mi ha parlato o meno sono fatti personali e non mi va che vengano sbandierati. E soprattutto riportati in un articolo come il vostro. Falso e fazioso. D'altra parte da un giornale che si allaccia a Berlusconi cosa ci si può aspettare?».
Questo è un suo giudizio personale avulso dai fatti.
«Non è il mio giudizio, questa è la verità. Diversi mi han chiamato per esprimermi solidarietà dopo il vostro articolo. E così quel che io avevo da dire l'ho scritto e ve l'ho mandato per lettera. Di piu' non ho da aggiungere con gente come voi. Arrivederci».