I cattolici conquistano l’Africa ma cala il numero dei preti

I dati del 2004 dell’ufficio statistica: nel continente nero fedeli triplicati

Andrea Tornielli

da Roma

Aumenta il numero dei cattolici nel mondo, anche se il loro peso percentuale rispetto alla popolazione planetaria è in calo per motivi demografici. Aumenta pure il numero dei vescovi, ma diminuisce, invece, il numero dei sacerdoti. È quanto emerge dai dati preparati dall’Ufficio centrale di statistica della Chiesa relativi all’anno 2004, pubblicati in un volume e divulgati ieri dalla Sala stampa della Santa sede.
Nel periodo compreso tra il 1978 al 2004 i cattolici nel mondo hanno registrato una significativa crescita, con un aumento percentuale di oltre il 45%: sono passati complessivamente da quasi 757 milioni a 1,098 miliardi, con un incremento assoluto di circa 342 milioni di fedeli. Ma questo incremento, nel comunicato vaticano che non indulge certo al trionfalismo viene definito «di gran lunga meno entusiasmante» se lo si legge alla luce della crescita della popolazione mondiale nello stesso periodo preso in considerazione. La popolazione mondiale è infatti passata da 4,2 a 6,4 miliardi. Il risultato è che l’incidenza dei cattolici a livello planetario appare in lieve diminuzione, da quasi il 18% a poco oltre il 17%.
Molto diverse, com’è ovvio, sono le le situazioni tra i vari continenti. In Europa si registra un’evidente stallo, provocato dalla situazione demografica del vecchio continente, la cui popolazione è prevista in netto declino per i prossimi decenni. Nel 2004 i fedeli battezzati, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, ammontavano a quasi 280 milioni e sono poco più di 12 milioni rispetto al 1978, in lieve diminuzione rispetto al 1988. Anche in termini relativi, il numero di cattolici europei ogni cento abitanti è rimasto pressoché invariato: da 40,5 a 39,5. Decisamente più dinamica risulta la realtà africana, dove i cattolici sono quasi triplicati: nel 1978 erano circa 55 milioni e nel 2004 erano saliti a quasi 149 milioni. I cattolici, che erano il 12,4% della popolazione africana nel 1978, oggi ne rappresentano quasi il 17%. Situazioni intermedie sono quelle verificate in America e in Asia, dove la crescita dei fedeli è stata certamente robusta (rispettivamente più 49,7% e più 79,6%), ma del tutto spiegabile con lo sviluppo demografico. In termini relativi, infatti, i fedeli americani rappresentano stabilmente il 62% della popolazione, mentre in Asia l’incidenza dei cattolici è passata dal 2,5% a meno del 3% nel 2004.
Stabile rimane l’incidenza dei battezzati in Oceania, anche se su valori assoluti nettamente inferiori. Risultano dunque confermati l’accresciuto peso del continente africano (i cui fedeli salgono dal 7% a oltre il 13,5% di quelli mondiali) e il netto calo, invece, di quello europeo, per il quale la percentuale sul totale mondiale è scesa dal 35% del 1978 al 25,4% del 2004. Si consolida poi la posizione dell’America, continente nel quale ormai vive quasi la metà dei fedeli di tutto il mondo.
Veniamo ora ai dati relativi ai vescovi e al clero. Il numero dei vescovi nel mondo è andato aumentando tra il 1978 e il 2004 di oltre il 28%, passando da 3.714 a 4.784, con un incremento importante in Africa (più 45,8%), in Oceania (più 34%) e in Asia (più 31,4%), mentre in America (più 27,2%) e in Europa (più 23,3%) i valori si collocano sotto la media.
La distribuzione dei vescovi per continente è rimasta tuttavia sostanzialmente stabile, con una maggiore concentrazione sul totale in America e in Europa. Anche in Africa, dove la presenza dei vescovi è andata aumentando in modo più considerevole, la quota sul totale mondiale si limita a lievitare dall’11,6% del 1978 al 13,2% nel 2004. Sempre nel periodo preso in considerazione è stata globalmente «piuttosto deludente - recita il comunicato - la dinamica delle consistenze sacerdotali, che mostra una contrazione di oltre il 3,5% (da circa 421mila a meno di 406mila)». In controtendenza rispetto alla media mondiale, l’evoluzione delle presenze sacerdotali in Africa e in Asia risulta confortante, con un più 85% e un più 74%, rispettivamente, mentre l’America si mantiene stazionaria attorno ad una media di circa 120mila unità. Europa e Oceania, infine, sono responsabili della contrazione del numero di preti osservata a livello mondiale. Nel periodo 1978-2004 la diminuzione è stata di oltre il 20% nel vecchio continente e di quasi il 14% in Oceania.