I cattolici in politica ripartono dai valori di vita, famiglia e carità sull’esempio della Dc

Gli stessi valori, non necessariamente lo stesso partito. I maliziosi potrebbero dire che la «Balena bianca» sta tornando, che la voglia di Dc è tutt’altro che passata. Gli organizzatori del convegno «A 150 anni dall’Unità d’Italia, Sussidiarietà, federalismo, responsabilità: quali sfide per i cattolici nella polis?» ci tengono a ribadire l’assoluta estraneità dell’aspetto partitico, tanto più in questa fase in cui tutto viene ricondotto alla nascita del «Terzo polo». L’obiettivo dell’incontro promosso da quattro associazioni del mondo cattolico («Agire politicamente», «I popolari», «Circolo culturale Charles Péguy», «Circolo culturale Aldo Moro») era proprio quello di «dare una risposta agli inviti che in più occasioni sono stati rivolti dalla stessa Chiesa». Parole di Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale di Genova, padrone di casa che ieri nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, ha incontrato vecchi amici legati dalla comune ispirazione cattolica. Magari provenienti da percorsi politici diversi e da esperienze anche contrapposte, ma pur sempre interessati alla dottrina sociale della Chiesa.
«Il cardinale Ruini, proprio parlando del 150° anniversario dell’unità d’Italia ha ricordato come servano intelligenza, realismo, coraggio e generosità per portare a compimento positivo il percorso del federalismo - sottolinea Guerello - Soprattutto c’è bisogno di persone che si impegnino nella vita pubblica (cosa che io considero un dovere) ispirati non tanto da un’ideologia partitica, quanto piuttosto da quelli che sono valori condivisi e irrinunciabili. Cito la difesa della vita, della famiglia, del soccorso ai bisognosi, e una condotta di vita ineccepibile». Argomenti che, per l’appunto, rischiano di spaccare entrambi gli schieramenti. E anche maggioranze che sembrano inattaccabili. Non ultima quella che guida il consiglio comunale di Genova, di cui Guerello è presidente. Se la sindaco Marta Vincenzi va alla crociata per il testamento biologico, il suo più fidato scudiero sul tema è l’assessore Paolo Veardo, che si professa cattolicissimo, ma nei fatti difende scelte totalmente contrarie alla morale cattolica. «Ci sono punti su cui è difficile una mediazione - scivola Guerello - Altri su cui proprio il nostro ruolo è quello di mediare fino a ottenere il risultato desiderato».
Tra i relatori del convegno anche il professor Renato Balduzzi, dell’Università Piemonte Orientale, e il professor Andrea Simoncini, dell’Università di Firenze.