I centri sociali tirano le monetine Ma sono i primi a rubare le case

Gli antagonisti che hanno protestato ieri occupano abusivamente decine di immobili espropriati ai privati, ma anche a enti pubblici

Prima hanno ridotto piazza Scala a un porcile, poi hanno tentato di invadere palazzo Marino, rischiando una scarica di manganellate, infine hanno bloccato i tram in piazza Cordusio. Tutto per protestare contro Affittopoli. E ci vuole una bella faccia tosta visto che i centri sociali di solito le case le occupano senza chiedere niente a nessuno. Ma tant’è. Una bella gazzarra finita solo alle 20, dopo tre ore di contestazione, quando gli antagonisti si sono infilati in metropolitana. Una manifestazione come tante, non fosse per la novità dei bambini usati come scudi, una si è anche sentita male per i troppi bengala e fumogeni respirati.
Appuntamento davanti palazzo Marino alle 17, quando puntuali arrivano i primi comitati inquilini della zona San Siro, una trentina di persone, compresi molti bambini. Alle 17.30, con mezz’ora di ritardo (ma si sa che è chic farsi aspettare), sono arrivati i ragazzi del Cantiere di via Monte Rosa. Antagonisti che, data la vicinanza, considerano quei gruppi di inquilini una sorta di loro pascolo riservato. Curioso poi protestino per le case date a basso prezzo, quando di prezzo, loro non vogliono neppure sentirne parlare. Senza citare le tante case Aler occupate, il Cantiere da una decina d’anni ha «preso» l’ex Derby, dove non paga ovviamente alcun canone, equo o iniquo.
Tra i manifestanti per le case «date ai soli noti a condizioni di favore» come strillano i manifestanti, anche Luciano Muhlbauer, rifondatore comunista e sostenitore di Giuliano Pisapia. Cioé il candidato sindaco del centro sinistra, la cui compagna, Cinzia Sasso, giornalista di Repubblica, vive da vent’anni in una casa Pat di 120 metri quadrati in pieno centro a 500 euro al mese. Ma si sa, sono «contraddizioni del sistema».
A quel punto, con il presidio arrivato si e no a cento persone, inizia la rumorosa protesta, a colpi di fischietti e casseruole sbattute. Ma anche lanci di frutta e verdura, monetine e generi alimentari vari verso palazzo Marino. In mezzo molti bambini che gridano «porci» ai carabinieri e si alternano al microfono con insulti e oscenità contro Silvio Berlusconi e Letizia Moratti. Il tutto tra gli scatti dei turisti che chiedono «What’s happening?». Si va avanti per una mezz’ora fino a quando alcune donne rovesciano le transenne poste per tenere a distanza il presidio dal municipio. Subito fermate dalle forze dell’ordine che devono tamponare la falla su cui si sono gettati tutti. Si rimane così a fronteggiarsi per un’oretta, con i bambini usati come «cuscinetti» tra manifestanti e agenti, che scoppiano in lacrime spaventati. Alle 19, il presidio toglie le tende lasciando dietro di sé un porcile: palazzo Marino è un’unica melma di cibo spiaccicato. Il gruppone infila via Santa Margherita, poi via Grossi, subito trasformata in una sorta di camera a gas da bengala e fumogeni. Una bambina di circa dieci si piega in due e inizia a vomitare. I poliziotti si fermano per soccorrerla e vengono presi a male parole. In Cordusio altra sceneggiata con i manifestanti sdraiati sui binari del tram. Con infinita pazienza la Digos cerca di convincerli ad alzarsi e se ne va un’altra mezz’ora. Quindi tutti nuovamente intruppati lungo via Dante per imbucarsi nel metrò. Tra molti insulti e una promessa «Ci vediamo presto».