I «cerchi nel grano»? Tracciati col compasso

Da piccole ruote a figure giganti, le creazioni geometriche sono diventate sempre più complesse e fantasiose: tanto da finire nelle pubblicità

Eleonora Barbieri

da Milano

Uno è comparso il giorno della scelta di Londra come sede per le Olimpiadi 2012: un enorme disegno nel grano raffigurante il logo della candidatura della capitale britannica, tracciato, guarda caso, in un campo nel nord della Francia. L’iniziativa, si è poi saputo, è stata del quotidiano Sun: voglia di farsi beffe dei cugini francesi ma, anche, di una credenza diffusa, quella secondo cui i cerchi nel grano (o «crop circles», nel gergo internazionale dei misteri) sarebbero il prodotto di forze sconosciute, un enigma inspiegabile con le armi della scienza e riconducibile solo ad autori «alieni».
«Cerchi fatati», «cerchi delle streghe»: figure geometricamente perfette, con diametri giganteschi, fino anche a venticinque metri, oppure piccole come ruote, che compaiono sempre durante la notte, soprattutto nei mesi estivi, e che cominciano ad ornare i campi dell’Inghilterra sul finire degli anni ’70. E, da allora, iniziano a diffondersi sempre più, insieme a una serie di tentativi di comprendere quello che appare come un vero e proprio prodigio, difficilmente riconducibile a un evento naturale. Anche perché le figure tracciate, col passare degli anni, diventano sempre più complesse: tanto da far pensare agli ufo.
E i marziani, di recente, si sono dati da fare anche nel nostro paese. Non solo perché, anche in Italia, molti contadini si sono risvegliati trovando misteriosi cerchi disegnati nottetempo nei loro campi di grano: qualcuno si è adoperato proprio per realizzarli «alla luce della luna», dichiaratamente. L’impresa è stata condotta da una ventina di membri del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale fondato da Piero Angela che, dal 1989, si occupa di indagare misteri veri o presunti, con il supporto di esperti del mondo della scienza. Fra carboni ardenti, rabdomanti e piogge di «capelli d’angelo» non potevano mancare i cerchi nel grano; così nella notte fra il 2 e 3 luglio scorsi un gruppo di cinque docenti e una dozzina di allievi si è impegnato in un’apposita «esercitazione» in un campo di Bra, in provincia di Cuneo.
«Abbiamo provato anche noi a tracciare questi cerchi - ci spiega Mariano Tomatis, esperto informatico e membro del Cicap - copiando dai nostri “fratelli” inglesi che, sull’argomento, sono dei veri professionisti». Già, perché i «circlemakers» d’Oltremanica sono una vera e propria organizzazione, con tanto di logo e sito Internet: tanto che la Nike li ha scritturati per una recente campagna pubblicitaria per disegnare un enorme piede in un prato. E proprio per questo Francesco Grassi, ingegnere elettronico che guida la sezione del Cicap dedicata ai cerchi, si è recato più volte in Inghilterra: per apprendere tecnica e materiali necessari e applicarli al rientro in Italia. Così è andata e, dopo aver chiesto le autorizzazioni del caso - innanzitutto al proprietario del terreno -, allievi e professori hanno cominciato ad elaborare il disegno a computer, misurando con precisione le dimensioni del campo e della circonferenza da realizzare e, soprattutto, stando bene attenti a calcolare il percorso a piedi, per non lasciare nessun segno fra le spighe. «Si crea una sorta di “compasso umano” - ci racconta ancora Tomatis - e, utilizzando una corda, si traccia il cerchio; quindi si schiaccia il grano con delle semplici assi, in modo da creare l’effetto “vortice”, come se fosse passata una tempesta». O un’astronave, anche se, in questo caso, bisogna avere un po’ più di esperienza in materia.
Il risultato? «Assolutamente soddisfatti», e con la testimonianza di una serie di foto scattate da un Piper noleggiato per l’occasione. Mentre il contadino è stato ovviamente rimborsato. Il fenomeno dei cerchi, comunque, non è poi tanto dannoso, anzi: è così amato da attirare folle sempre più numerose, non solo di disegnatori ma, anche, di turisti. E, anche in questo, gli inglesi sono all’avanguardia: all’ingresso di molti campi di grano ci sono apposite «cassettine» in cui ciascun visitatore - notturno o diurno che sia - deve versare un obolo di una sterlina: un nuovo business, insomma.