I Cerri, grande pittura di padre in figlio

La Permanente dedica una mostra ai pittori milanesi Giancarlo e Giovanni Cerri, padre e figlio, dai differenti linguaggi espressivi: «I Cerri. Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione» (fino al 10 febbraio). Giancarlo inizia, negli anni '60, con l'arte figurativa e dopo una fase informale approda all'astrattismo. Il paesaggio perde le forme del naturalismo per diventare onirico: i suoi quadri non descrivono, sono «sequenze» cromatiche verticali in cui risalta il nero. A caratterizzare l'arte neo-figurativa di impronta espressionista di Giovanni sono invece i fogli di giornale usati come tela, un espediente per far «sopravvivere» un supporto effimero fatto di immagini invisibili, simboli di un mondo che si consuma troppo in fretta. Atmosfere apocalittiche, paesaggi desolati («Rovine») e volti deformati («Superstite») contraddistinguono un'arte che indaga sul significato esistenziale dell'uomo contemporaneo.