Con i Chieftains rivive l’altra Irlanda

Il gruppo dublinese, Alan Stivell e Massimo Bubola tra i protagonisti della prima edizione di «Verona Folk»

Carlo Faricciotti

Debutta quest'anno un nuovo festival musicale che per tre settimane consecutive, dal giovedì al sabato, si svolge in piazze e castelli della provincia veronese e propone nove concerti di grande spessore. Il Verona Folk Festival, questo il nome della manifestazione, è in programma fino al 6 agosto in tre diverse località della provincia veronese (Cologna Veneta, Motorio, Peschiera del Garda). Con la direzione artistica di Massimo Bubola, interprete, poeta e musicista veronese, il Festival porterà nella regione alcuni dei gruppi di punta della scena folk internazionale. Dopo l’appuntamento di ieri, a Cologna Veneta, per la reunion di uno storico gruppo folk inglese come i Fairport Convention, il programma, la settimana successiva, nel castello di Montorio, prevede invece l’esibizione di Alan Stivell (portavoce della musica celtica bretone nel mondo, giovedì 28 luglio) e dei Chieftains (la band più famosa di folk irlandese, venerdì 29, noti anche per aver collaborato alla colonna sonora di Barry Lyndon, capolavoro «in costume» di Stanley Kubrick, per la cui musica la band ricevette l’Oscar, nel 1975). Formatisi nel 1963 a Dublino, capitanati da Paddy Moloney, i Chieftains sono i portavoce della musica tradizionale irlandese nel mondo; il loro carisma li ha portati a collaborare con orchestre sinfoniche così come con Van «The Man» Morrison. Solo dal 1975 suonano in modo professionale. «I nostri concerti durano sempre almeno 90 minuti, ma se c'è l'atmosfera giusta ed il pubblico apprezza (e in Italia questo capita sempre) e se troviamo anche qualche musicista italiano che ha voglia di unirsi a noi nel finale... anche di più» è la loro promessa. Dalla scena internazionale, e più precisamente dalla Scozia (Mick West Band) e dall’Irlanda (Mozaik), arrivano anche altre due band che sono tra le più importanti del nuovo folk nordico. Accanto a questi ci saranno concerti di artisti italiani tra i più quotati della scena musicale nostrana come Lou Dalfin (che rivisita la musica occitana con suoni in bilico fra tradizione e nuove tecnologie) e i veneti Calicanto e Folk Studio A. Sabato 6 agosto chiuderà il festival lo stesso Bubola, l’artista italiano che fu uno dei fondatori del folk-rock in Italia. Bubola ha recentemente ripubblicato Tre rose, un classico della sua discografia, prodotto nel 1981 da Fabrizio De André e si prepara a pubblicare, in autunno, un nuovo disco.
I concerti di Stivell e dei Chieftains sono a pagamento (20 euro più diritto di prevendita), tutti gli altri sono gratuiti.