I cinesi ci riprovano: «Di nuovo in piazza»

Pronti altri cortei «in difesa dei diritti» Questa sera la fiaccolata del Carroccio

Sembra già scoccata l’ora X nella tregua a orologeria in via Paolo Sarpi. Le organizzazioni di imprenditori e cittadini cinesi, 13 in totale, in concerto con le diverse onlus che si occupano dei rapporti con la città che li ospita - si dicono pronte a mettere in piedi «altre manifestazioni in difesa dei diritti». Qualsiasi momento potrebbe essere quello opportuno. In prima linea l’associazione di mediazione culturale «Alkeos», sostenuta con fondi comunali da 580mila euro in tre anni, eppure criticata dal comitato dai residenti di ViviSarpi per piuttosto acuito gli attriti anziché risolverli. Dalla pagoda di piazza Gramsci fanno sapere che «questa volta la comunità cinese scenderà in piazza soltanto dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla questura e in collaborazione con le istituzioni e le altre forze dell’ordine». Precisazione alquanto scontata ma che tuttavia non basta a fugare le perplessità circa l’eventualità - «alta», a sentire i responsabili della sicurezza - di nuove guerriglie contro le autorità pubbliche, nel caso di consistente assembramento di manifestanti nel quadrilatero (...)