I cinesi comprano l’alta tecnologia genovese

Per Esaote, sottolinea il suo presidente, il professor Carlo Castellano, «i punti di riferimento rimangono l’Italia e in particolare Genova, senza dimenticare però che ormai il mercato ha una dimensione mondiale». Che comprende, e non potrebbe essere diversamente, la Cina dove Esaote, leader a livello internazionale nella produzione di tecnologie medicali, ha appena concluso un importante accordo con China Charity Federation, organizzazione non governativa, per la fornitura fino a mille ecografi destinati al servizio sanitario del Paese asiatico. Il contratto, del valore di circa 20 milioni di euro, è stato firmato ieri a Genova, alla Camera di Commercio, dallo stesso Castellano, da Baojun Fan, presidente della China Charity Federation (e già direttore del ministero degli Affari Civili della Repubblica popolare cinese) e da Baozhong Li, vicepresidente onorario della China Charity Federation e presidente del Medical Relief Sunshine Residence Project, che punta alla modernizzazione capillare del servizio sanitario cinese.
Alla cerimonia che si è svolta nella Sala dorata dell’ente camerale, ammiratissima dalla delegazione orientale, sono intervenuti anche il primo segretario dell'ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia Xing Jianjun, il prefetto Annamaria Cancellieri, il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone, il Delegato arcivescovile per la vita sociale e il mondo del lavoro, monsignor Luigi Molinari, l’assessore provinciale Renata Briano e l'assessore comunale Mario Margini. Tutti concordi nel giudicare un eccellente risultato lo sviluppo della presenza di Esaote nel mercato cinese, a dimostrazione ulteriore del rapporto qualità-prezzo delle forniture che l’azienda italiana può garantire rispetto agli agguerriti concorrenti e che è frutto - lo hanno ricordato ancora una volta Castellano e l’amministratore delegato Fabrizio Landi - di una continua e convinta attenzione alla ricerca. Come dimostrano i «numeri» della società: con un fatturato consolidato di circa 300 milioni di euro - di cui il 60% realizzato su mercati internazionali - il Gruppo Esaote (1200 addetti, di cui oltre un quinto impegnato nel settore ricerca e sviluppo) è leader nel settore delle apparecchiature biomedicali, in particolare, ultrasuoni, risonanza magnetica dedicata e software di gestione del processo diagnostico.
Per quanto riguarda il migliaio di «pezzi» venduti ai cinesi, si tratta della seconda grande fornitura che il Gruppo Esaote realizza nell'arco di un anno nel «gigante» asiatico, confermandosi così primo fornitore di sistemi diagnostici medicali ecografici in Cina.