I cinesi: "Sì ad Arese, ma a modo nostro"

Nove grossisti cinesi su dieci dicono «sì» al trasferimento nella zona industriale di Arese. Ma nei capannoni che furono dell’Alfa vogliono andarci alle loro condizioni. Ieri il portavoce dei commercianti, Angelo Ou, è salito a Palazzo Marino con in braccio la cartella col responso. «Un sondaggio, non un referendum - ha tenuto a chiarire -. Su 350 gestori 315 sono disponibili al trasloco lontano da Sarpi. All’amministrazione abbiamo detto che siamo favorevoli allo spostamento delle attività in un territorio adatto agli esercizi commerciali, e non industriali, dove sia possibile proseguire un discorso di integrazione sociale». Atteggiamento di chi, più che sottostare a presunti ultimatum, si presenta al tavolo delle trattative a porre diverse condizioni. Innanzitutto, le dimensioni del comprensorio. «Chiediamo almeno 100mila metri quadrati, i 70mila proposti dal Comune non bastano». Quindi il «blocco» del graduale percorso Ztl-isola pedonale. E così la vicenda sembra ripartire da capo: ora l’iniziativa passa al governatore Formigoni, che a breve incontrerà Letizia Moratti per ridefinire tempi e modi dell’accordo. (...)