I Circoli della libertà alla carica: manderemo a casa la sinistra

La presidente Brambilla lancia l’offensiva: «Saremo il megafono degli italiani spremuti da tasse inutili. A maggio nascerà la nostra televisione»

da Milano

I Circoli della libertà non «mollano la presa». Anzi, moltiplicano, «centuplicano ogni iniziativa sul tema tasse» perché «il grande, vero obiettivo» è vicino: «Vogliamo mandare finalmente a casa il governo Prodi».
I mille che affollano il salone d’onore del Principe di Savoia, nel cuore della city, scattano in piedi. Trenta secondi d’applauso e Michela Vittoria Brambilla riconquista di nuovo la platea: «Saremo il megafono degli italiani per portare le loro istanze alla politica di un governo, che non si è dimostrato in alcun modo in grado di intercettarle. E lo faremo con i nostri mezzi e con la forza dei nostri numeri. Da maggio ci sarà la Televisione della libertà: ogni giorno sul satellite e sul digitale terrestre andrà in onda la tv della gente, che farà controinformazione svelando le bugie scritte sui giornali».
È standing ovation. La seconda di ventisei che hanno contrassegnato l’intervento del presidente dei Circoli: una ventina di minuti spesi non a ricordare le battaglie già vinte - «ad esempio, costringendo il Parlamento ad annullare il ticket sulle visite specialistiche» - bensì l’impegno del futuro in nome e per conto «della società reale, del Paese reale».
Ma, attenzione, «non ci sono solo le tasse: per milioni di cittadini incombono, infatti, problemi non meno assillanti». Dalla riforma delle pensioni, «mentre il governo è imballato nelle sue contraddizioni, gli italiani vicini alla pensione non sanno più a che santo votarsi e i giovani si dicono esasperati per l’incertezza sul futuro», a quella del Tfr, «nell’inammissibile e totale latitanza di informazione delle istituzioni», passando per gli ospedali che «ingoiano fiumi di denaro senza assicurare al malato almeno una decente assistenza».
Già, sul fronte sanità è in arrivo un corposo dossier dei Circoli della libertà che «spulciano» i bilanci dei maggiori enti ospedalieri italiani: «Report da brivido che narra di una burocrazia costosa ma troppo spesso inconcludente, di una gestione approssimativa degli appalti, di servizi scadenti per quanto riguarda la degenza in corsia e, last but not least, di lunghe attese sino a sei mesi in molte regioni del Sud per effettuare una semplice mammografia». Da quello che Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico definisce «l’esercito della libertà in Italia» esplode la rabbia: «Sei mesi? Anche un anno», «Al Sud? Anche al Nord». Tutti pronti, in prima fila, ad affrontare «la polpa del problema, lo status della sanità».
Segnali di quella concretezza, di quell’impegno che fa della Brambilla un caterpillar per «riunire le idee di chi crede che non può essere sviluppo senza libertà del cittadino e libertà di impresa, che non può esserci domani senza istituzioni moderne e proiettate alla costruzione di un Paese in cui lo Stato sia servitore del cittadino e non viceversa». Come dire: «Nostro compito è dare la sveglia al Paese reale, stufo di un regime fiscale che togliendo il respiro impedisce una libera crescita dell’individuo e dell’impresa. Quello che è stanco di subire il peso di una burocrazia che non toglie solo la voglia di investire ma pure quella di campare».
Il tempo «è già scaduto» e, avverte il presidente dei Circoli, «siamo di fronte a un governo che al Senato non dispone di una maggioranza e che persegue anche una politica che rischia di vanificare i segnali di ripresa economica». Un governo che, chiosa Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, «ha un solo scopo: durare. Loro rimarranno aggrappati al potere finché potranno». Fotografia di uno «spettacolo indecoroso» di un governo «in conflitto con Chiesa, Confindustria e con tutti i cittadini e le categorie sociali». Un’immagine che gli uomini e le donne dei Circoli della libertà possono cancellare «scrollando milioni e milioni di italiani, mettendoli di fronte alla cruda realtà affinché diventino parte attiva, protagonisti di un processo di trasformazione del nostro sistema sociale, culturale e politico» aggiunge Michela Brambilla. Impegno dei «guerrieri della libertà» che, conclude Berlusconi, sanno di doversi preparare «a un grande partito delle libertà, per fare uno Stato delle libertà».