I cittadini dell’Ecuador alle urne

Ecuadoregni al voto. Il 30 settembre l’Ecuador torna alle urne per eleggere la Costituente che dovrà redigere la nuova Carta costituzionale del Paese, come stabilito dal referendum del 25 aprile scorso fortemente voluto dal presidente Rafael Correa. I cittadini ecuadoregni che vivono in Italia, 50 mila circa solo i regolari, potranno votare a Roma, Genova e Milano. Per quel che concerne il capoluogo lombardo, basterà recarsi alla scuola di via Racconigi, 10 (zona Niguarda), con la carta di identità o il passaporto, anche se scaduti. Potranno votare anche gli irregolari: l’importante è che siano iscritti al consolato dell’Ecuador corrispondente alla propria zona di residenza.
Soggiorni umanitari. Una chance in più per le donne straniere vittime di violenza domestica. È allo studio del Viminale una direttiva che permetterebbe loro di avere un permesso di soggiorno per motivi umanitari, anziché familiari come succede oggi nella maggioranza dei casi. Obiettivo: affrancarle dall’obbligo di convivenza con i loro aguzzini. Ad anticiparlo è stata il sottosegretario all’immigrazione Marcella Lucidi, precisando che si tratterebbe di un’interpretazione estensiva dell'articolo 18 del testo unico per l’immigrazione, messo a punto per garantire chi sfugge al racket della prostituzione o, ancora, i lavoratori clandestini sfruttati dai caporali. «Finalmente», esclama Suad Sbai, presidente dell’Associazione comunità marocchina delle donne in Italia (Acmid), tra le prime a suggerire a Lucidi questa soluzione. «Mi auguro che il provvedimento entri in vigore il prima possibile».