I cittadini non perdonano al «Cittadino» il cippo per Carlo Giuliani

Molte lettere al settimanale della Curia contro l’articolo che difendeva la scelta di Tursi di autorizzare il monumento al no global

(...) stralci di alcune delle «lettere pervenute in redazione». Secondo Pietro Pero, il «ragazzo con le luci e le ombre di tanti ragazzi», per citare una delle frasi usate da Maria Rosa Biggi nel suo intervento, non può essere posto sullo stesso piano dei tanti «veri eroi caduti per la libertà, la cui memoria sarà infangata in nome di un pacifismo strabico e anche miope». Il lettore non sopporta «l’ombrello della pace» che si vuole usare per stravolgere la realtà di quei giorni ed è certo che «quel cippo, anche solo con la scritta “Carlo Giuliani, ragazzo”, diverrà un monumento non alla pace, cara signora Biggi, ma un tentativo di fare apologia e di tramandare la memoria di un fatto che è una sconfitta per tutti e resta, comunque, un reato grave».
Parole che si sposano con quelle di un altro lettore, che si firma P.M.M. e che attacca «quelli che volevano testimoniare che un altro mondo è possibile». Parole che mettono in imbarazzo lo stesso settimanale della Curia, il cui direttore Silvio Grilli ha deciso di pubblicare gli interventi contrari alla posa del cippo, ammettendo che la redazione «prevedeva» reazioni contrapposte. Da spiegare restava però la scelta di dare spazio alle tesi della consigliera della Margherita. «Intellettualmente l’articolo era intellettualmente meritevole di lettura e perché le sue finalità ci sono parse nobili», scrive Grilli. E poi il concetto cristiano, che secondo quanto scritto dai lettori del Cittadino, non poteva trasformare i manifestanti in eroi da ricordare con un monumento. «L’obiettivo dichiarato nell’intervento - prosegue il direttore - era quello di cominciare a guardare agli eventi angosciosi del G8 con un atteggiamento meno drastico da ambo le parti e di intravedere anche nei gesti e nelle decisioni del Comune lo sforzo di camminare verso obiettivi che, per quanto riguarda noi cristiani, se da un lato non possono prescindere dal riconoscimento della verità, dall’altro non ci dispensano dal vivere con stile evangelico, cioè con capacità di perdono».
Ma quello che si chiedono i lettori è quale sia lo «spirito evangelico» che insegna a fare monumenti a chi viola la legge e a chi usa proprio la violenza come strumento per imporre le proprie idee. Infatti anche Silvio Grilli ammette che «l’atteggiamento di Carlo Giuliani, come giustamente sostengono i lettori che scrivono, non merita alcun monumento che lo esalti». Quindi la scelta, eventualmente, è da condividere per un altro motivo: «Quel cippo, anziché un’indecorosa cancellata (l’ammasso di roba attaccata alla recinzione della Chiesa di N.S. del Rimedio, ndr) se posto, ci potrà e ci dovrà semplicemente ricordare la necessità di non ricadere negli errori commessi».
A questo scopo, per la verità, Genova mostra già «monumenti» alla memoria non ancora rimossi dopo oltre quattro anni. Basta dare un’occhiata alla Foce, per ricordarsi degli «errori commessi» durante il G8. Ma forse quei monumenti non bastano agli autori di quegli errori. E a chi li trasforma in eroi cui dedicare un cippo.